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Stagione balneare 2026, la mappa delle acque balenabili in Calabria

Con un decreto del Dipartimento Governo del Territorio, la Regione Calabria ha individuato ufficialmente le acque di balneazione per la stagione 2026. Si tratta di un atto fondamentale per la pianificazione delle attività costiere in vista della stagione estiva, già entrata nel vivo sul territorio regionale. Sulla base dell’elenco contenuto nel provvedimento, sono 629 per la precisione i punti individuati e classificati come acque balenabili.

L’atto amministrativo è stato redatto sulla scorta dei monitoraggi e dei dati trasmessi dall’Arpacal (Agenzia regionale per la protezione dell’Ambiente della Calabria), che ha fornito sia la mappatura delle aree idonee sia la specifica dei tratti costieri che rientrano invece nella classe di qualità scarsa. A tal proposito, dal Dipartimento Governo del Territorio giunge una specifica perentoria: tutte le acque superficiali marine non espressamente incluse nel documento ufficiale sono da intendersi come acque non destinate alla balneazione.

Le prescrizioni e gli obblighi per i sindaci dei Comuni costieri

Il decreto regionale definisce con chiarezza le responsabilità in capo alle amministrazioni locali, richiamando l’attenzione dei sindaci dei Comuni costieri sulla necessità di una rigorosa osservanza delle procedure di sicurezza e tutela della salute pubblica.

In caso di superamento dei valori limite riscontrato dai controlli, i primi cittadini hanno l’obbligo di provvedere alla tempestiva emissione dell’Ordinanza del divieto di balneazione nella zona interessata. Tale provvedimento deve essere inserito senza ritardo nell’area tematica Acque di Balneazione del Portale Acque del Ministero della Salute.

La medesima procedura d’urgenza impone l’apposizione di appositi cartelli informativi per i bagnanti, da collocare in un’ubicazione facilmente accessibile e nelle immediate vicinanze di ciascun punto di balneazione interessato dalle restrizioni temporanee. Una volta che i parametri ambientali saranno rientrati nella norma, i sindaci dovranno disporre la revoca dei divieti e provvedere al celermente aggiornamento del Portale Acque del Ministero della Salute.