Cento sensori nascosti nel cuore della Sila, otto telecamere capaci di osservare vaste porzioni di territorio e un’intelligenza artificiale addestrata a riconoscere il fumo prima che un piccolo focolaio diventi un incendio fuori controllo. Si chiama “Panorama” ed è la piattaforma sviluppata da un gruppo di ricercatori dell’Università della Calabria nell’ambito di Tech4You, l’ecosistema dell’innovazione dedicato all’adattamento ai cambiamenti climatici e al miglioramento della qualità della vita. Il progetto nasce da un principio semplice: negli incendi boschivi i primi minuti possono fare la differenza.
Sensori e telecamere intelligenti a Monte Curcio
Il sito pilota è stato installato nel Parco nazionale della Sila, nell’area di Monte Curcio. Qui 100 sensori intelligenti misurano continuamente temperatura, umidità, pressione atmosferica e concentrazione di anidride carbonica. L’aumento anomalo della CO2, letto insieme alle altre variazioni ambientali, può rappresentare il segnale di una combustione ancora non visibile. Le sperimentazioni effettuate con piccoli fuochi controllati avrebbero mostrato la capacità della rete di riconoscere il segnale anche a centinaia di metri di distanza.
Accanto ai sensori sono state installate otto telecamere intelligenti, alcune fisse e altre mobili. Gli algoritmi analizzano le immagini e cercano elementi compatibili con una colonna di fumo. Quando viene individuato un possibile incendio, il sistema stima le coordinate del focolaio e genera una segnalazione. A quel punto entra in funzione un modello capace di simulare la possibile propagazione delle fiamme nelle tre ore successive. L’allarme, quindi, non indica soltanto dove si trova il fuoco, ma offre agli operatori anche un primo scenario della direzione che potrebbe prendere, in base alle condizioni del territorio e del vento.
Risultati sul campo e previsioni fino a quattro giorni
Secondo i dati diffusi dal gruppo di ricerca, nell’ultimo anno Panorama ha riconosciuto automaticamente 23 incendi. Alcuni sarebbero stati osservati da una distanza superiore ai 30 chilometri.
Uno dei casi più recenti risale al 21 luglio 2026, quando il sistema ha individuato un incendio nei pressi del lago Cecita. La segnalazione è stata trasmessa in tempo reale ai Vigili del fuoco e al Parco nazionale della Sila, contribuendo ad accelerare la verifica sul posto. La piattaforma è consultabile online e integra osservazioni, previsioni e strumenti di modellazione in un’unica interfaccia.
Panorama produce inoltre mappe giornaliere della pericolosità da incendio su scala regionale e previsioni fino a quattro giorni. L’obiettivo è passare da una gestione basata soltanto sull’emergenza a un sistema capace di indicare in anticipo le aree nelle quali caldo, siccità, vegetazione e vento possono creare condizioni particolarmente pericolose. Il progetto rientra nelle attività di Tech4You dedicate alle tecnologie per la mitigazione dei rischi geo-idrologici e degli incendi boschivi. La rete comprende università, centri di ricerca, parchi, enti pubblici e imprese.
L’investimento della Regione Calabria e le prospettive future
Parallelamente alla sperimentazione di Panorama, la Regione Calabria sta portando avanti un distinto intervento per il monitoraggio e l’allertamento degli incendi boschivi. Il progetto prevede stazioni intelligenti distribuite sul territorio e hub destinati a droni autonomi, con un investimento complessivo di 5 milioni di euro. Secondo la scheda ufficiale della Regione Calabria, il sistema dovrà garantire un controllo continuo delle aree più esposte, integrando tecnologie avanzate, analisi dei dati e intelligenza artificiale. Panorama e il programma regionale non devono essere confusi: il primo è un progetto pilota sviluppato nell’ambito di Tech4You; il secondo è un investimento pubblico regionale per stazioni intelligenti e droni. Le due esperienze potrebbero però diventare complementari.
Sensori e algoritmi non possono spegnere un incendio e non sostituiscono Vigili del fuoco, Protezione civile, Calabria Verde e squadre impegnate sul territorio. Possono però ridurre il tempo necessario per accorgersi di un focolaio, localizzarlo e valutarne la possibile evoluzione. La decisione su come intervenire resta sempre affidata agli operatori e agli enti competenti. La vera sfida sarà trasformare il prototipo della Sila in un servizio stabile, con protocolli condivisi, manutenzione delle apparecchiature e una centrale operativa capace di verificare rapidamente ogni segnalazione. Il sistema funziona su scala pilota; adesso la Calabria deve decidere se farlo diventare uno degli strumenti permanenti della propria lotta contro gli incendi.



