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Sanità e autonomia differenziata, Alecci attacca Occhiuto: “Così mette a rischio la Calabria”

Alla fine di luglio due decisioni istituzionali hanno delineato uno scenario critico per il futuro della Regione. Da un lato, la Corte dei Conti non ha “bollinato” la delibera del Consiglio dei Ministri sull’uscita della Calabria dal commissariamento sanitario, scegliendo la formula “non vi è luogo a pronuncia sul provvedimento in epigrafe”. Dall’altro, il Consiglio dei Ministri ha deliberato di procedere sul decreto di federalismo fiscale nonostante la mancata intesa in Conferenza Unificata dello scorso 28 luglio.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale del Partito Democratico Ernesto Alecci, il quale ha evidenziato come l’uscita dal commissariamento presenti ancora forti incognite operative e contabili: «La Sezione centrale di controllo ha chiesto chiarimenti sulla procedura di cessazione del mandato commissariale e sulle criticità ancora evidenti nel sistema sanitario regionale. È un segnale chiaro: sul piano contabile la partita non è affatto archiviata. Per questa ragione riteniamo che l’uscita dal commissariamento sia stata forzata politicamente».

Le analisi della Corte dei Conti sul rendiconto 2025 mostrano elementi di sofferenza strutturale: 328 milioni di euro di risorse ferme nella Gestione Sanitaria Accentrata, il dimezzamento del fondo cassa sanitario, il ricorso alle anticipazioni di tesoreria da parte delle aziende e la diminuzione del personale medico a fronte di un aumento del lavoro a tempo determinato. A questi fattori si aggiungono il saldo negativo della mobilità sanitaria per 329 milioni di euro nel 2025 e lo sforamento della spesa farmaceutica per 186 milioni di euro.

In merito al quadro politico complessivo e al ruolo del presidente della Giunta regionale, Ernesto Alecci ha aggiunto: «Lo stesso presidente Occhiuto ha rivendicato pubblicamente il proprio sì all’autonomia differenziata, spiegando di averlo dato “per ottenere qualcosa”, cioè per rafforzare la posizione della Calabria nel negoziato con il Governo sul commissariamento sanitario e sul piano di rientro. Anche se Occhiuto nega l’esistenza di uno scambio diretto, per noi quello scambio è avvenuto nei fatti: l’autonomia differenziata è stata usata come moneta politica dentro una trattativa che riguardava il futuro della sanità calabrese».

Le perplessità dell’opposizione riguardano anche gli effetti del decreto sul federalismo fiscale, che prevede la progressiva sostituzione dal 2027 dei trasferimenti statali con quote di compartecipazione all’Irpef regionale. In un contesto economico caratterizzato da un gettito fiscale contenuto, il gruppo del Partito Democratico sottolinea il rischio di una contrazione delle risorse per i servizi essenziali, tra cui il trasporto pubblico locale e il welfare, in assenza del pieno finanziamento dei Livelli Essenziali di Prestazione e di un’adeguata perequazione infrastrutturale.