La Calabria si trova ad affrontare una mattinata complessa su due fronti distinti, tra eventi sismici e condizioni meteorologiche avverse. Durante le prime ore della notte di sabato 12 settembre, il terreno è tornato a vibrare nella provincia di Cosenza. Un tremore di magnitudo 2.5 è stato rilevato esattamente alle 3:05, con l’origine della spinta tellurica localizzata a breve distanza dal centro abitato di Roggiano Gravina. I rilevamenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia indicano un ipocentro a una profondità di nove chilometri; fortunatamente, il fenomeno non ha provocato conseguenze per le persone né danni alle strutture. L’episodio notturno non costituisce un caso isolato, ma si inserisce in una serie di movimenti sismici registrati negli ultimi giorni nella stessa area, a conferma di una continua e nota attività del sottosuolo cosentino.
Sul fronte meteo, il quadro climatico ha registrato il peggioramento ampiamente previsto dai bollettini. L’ingresso di correnti d’aria più fresca da nord ha innescato una spiccata instabilità su gran parte del territorio regionale. Fenomeni temporaleschi di forte intensità stanno interessando il versante tirrenico e le zone interne comprese tra il Catanzarese e il Vibonese, accompagnati da precipitazioni abbondanti e frequenti scariche elettriche. Le perturbazioni si stanno estendendo gradualmente anche verso la fascia ionica, raggiungendo il litorale di Catanzaro. Le condizioni meteorologiche sono destinate a un ulteriore deterioramento nelle prossime ore su tutta la regione, motivo per cui per l’intera giornata è stata disposta un’allerta di livello giallo a causa dei possibili e improvvisi nubifragi locali.



