L’emendamento promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito al ddl sicurezza trova il fermo supporto delle istituzioni dedicate alla tutela dei minori. La proposta intende vietare l’uso dei copricapi integrali all’interno degli istituti scolastici, prevedendo sanzioni per i genitori che dovessero decidere di ritirare le studentesse dalle lezioni per evitare l’applicazione della norma. Una misura che punta a tutelare la crescita armoniosa delle giovani e a contrastare forme indirette di reclusione o coercizione familiare.
La posizione di Marina Terragni sui copricapi integrali
A intervenire sul tema è Marina Terragni, Autorità Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, che ha espresso aperto apprezzamento per l’iniziativa ministeriale. Secondo l’Autorità Garante, indumenti come burqa e niqab rappresentano una forma di imposizione violenta diretta contro la figura femminile.
“Burqa e niqab, coperture femminili integrali, non sono indumenti: sono dispositivi violenti inventati da uomini impauriti dal corpo femminile inteso come impuro, sessualmente ingovernabile e portatore di disordine”, dichiara Marina Terragni nella nota ufficiale. “Ogni donna che lo voglia dovrebbe poter denunciare l’imposizione di burqa e niqab come pratica penalmente perseguibile al pari di altre forme di violenza.”
Il Garante richiama l’attenzione sulla particolare vulnerabilità delle minori, prive di strumenti contrattuali per opporsi alle decisioni del nucleo familiare. “Ciò vale a maggior ragione per bambine e ragazze ‘contrattualmente’ più deboli, costrette a subire l’imposizione da parte delle loro famiglie per non essere recluse in casa. Va dunque sostenuto senza alcun tentennamento l’emendamento del Ministro dell’Istruzione e del Merito al ddl sicurezza inteso a vietare il burqa a scuola, con punibilità dei genitori che per questa ragione decidessero di non mandare più le ragazze in classe.”
Il dibattito politico e le critiche dell’opposizione
L’intervento del Garante si inserisce in un dibattito politico acceso, contrassegnato dalle perplessità sollevate da diverse figure dell’opposizione e del mondo sindacale. Tra le voci critiche figurano la senatrice del Partito Democratico Simona Malpezzi, che ha descritto l’emendamento come un’operazione di propaganda, e la segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi, la quale ha richiamato i rischi di un approccio eccessivamente securitario alla materia scolastica.
L’Autorità Garante risponde direttamente a queste argomentazioni, respingendo l’idea che la tutela delle tradizioni culturali possa sovrastare la salvaguardia dei diritti individuali. “E stupiscono i dubbi espressi al riguardo dalla senatrice PD Simona Malpezzi, che parla di ‘propaganda’, e dalla segretaria della Flc Cgil Gianna Fracassi, che allude a una ‘cornice securitaria’. Nessun multiculturalismo può giustificare una simile violazione della libertà e della dignità della donna.”
Tutela dei minori e sviluppo della personalità
Il nodo centrale della questione riguarda l’impatto di tali imposizioni sul percorso educativo ed emotivo delle giovani studentesse. L’ostacolo alla piena visibilità del volto viene individuato come un elemento di potenziale nocumento per l’integrazione e il sereno sviluppo individuale.
“L’imposizione di burqa e niqab contravviene ai più elementari diritti e con ogni evidenza ostacola il pieno sviluppo della personalidad di chi è costretta a subirla”, prosegue il Garante. “Bambine e ragazze devono essere libere di crescere armoniosamente, seguendo ciascuna le proprie più autentiche vocazioni: la consapevolezza che il proprio corpo non può essere in alcun modo umiliato e mortificato fa obbligatoriamente parte di questo percorso.”
Il richiamo alle vicende recenti evidenzia la necessità di un intervento normativo chiaro per la gestione della vita scolastica quotidiana. “Già l’anno scorso, in seguito al caso di Monfalcone, dove alcune studenti del locale istituto professionale erano costrette a essere ‘identificate’ da un’insegnante a ogni ingresso a scuola perché il loro viso era nascosto dal niqab, avevo auspicato la massima attenzione da parte del MIM. Non posso quindi che accogliere con grande soddisfazione l’iniziativa del Ministro.”



