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Offensiva contro i furti d’acqua a Piscopio, scattano denunce e sequestri di maxi serbatoi

La lotta all’illegalità diffusa nella gestione delle risorse idriche registra una svolta nel territorio di Vibo Valentia. Un’operazione condotta dalla Polizia locale ha portato alla denuncia di due persone e al sequestro di un imponente sistema di stoccaggio abusivo, composto da un serbatoio da 25.000 litri e altri due da 2.000 litri ciascuno.

Le infrastrutture clandestine erano collegate tramite allacci abusivi direttamente alla rete dell’acquedotto comunale per convogliare l’acqua verso alcune serre agricole situate in aperta campagna. Il bilancio, definito ancora provvisorio, si inserisce nell’azione avviata dall’Amministrazione guidata dal sindaco Romeo per contrastare il fenomeno dei prelievi illeciti a Piscopio, una frazione che da lungo tempo soffre di una severa crisi idrica.

La ferma presa di posizione del Comune coincide con i gravi disagi che stanno interessando la popolazione del centro storico cittadino. Sebbene nel nucleo antico i problemi siano causati da rilevanti guasti strutturali all’infrastruttura di rete, l’effetto finale per la cittadinanza è identico, con l’interruzione della fornitura nelle abitazioni degli utenti regolari.

I dati del flusso anomalo nella frazione

La criticità della situazione a Piscopio emerge con chiarezza dai dati relativi all’erogazione. Il serbatoio locale distribuisce una portata pari a 30 litri d’acqua al secondo, un volume teoricamente sufficiente a soddisfare il fabbisogno di una popolazione compresa tra 12.000 e 15.000 persone.

La frazione conta tuttavia circa 2.500 residenti. Questo divario evidenzia l’entità del prelievo non autorizzato, finalizzato all’irrigazione dei campi e al riempimento di cisterne non censite. Tale consumo anomalo determina il rapido svuotamento del serbatoio comunale, provocando il blocco dell’intero sistema a poche ore dall’apertura delle condotte.

Le prospettive delle indagini sul territorio

L’attività di controllo della Polizia locale non si ferma ai primi sequestri. Le verifiche sul campo proseguono in modo capillare nelle aree rurali e lungo le direttrici dell’acquedotto. Lo scenario rimane in costante evoluzione e non si escludono ulteriori sviluppi investigativi nelle prossime ore, mirati all’individuazione di ulteriori derivazioni abusive collegate alla rete pubblica.