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Nuovi tesori riaffiorano a Santa Gada: Laino Borgo progetta il suo museo archeologico

Si chiude con un bilancio estremamente positivo l’ultima campagna di scavi archeologici sul colle di Santa Gada, a Laino Borgo. L’area protetta della Valle del Mercure ha ospitato un open day che ha permesso a cittadini, istituzioni e studiosi di toccare con mano i progressi di una ricerca che continua a ridefinire la mappa storica del territorio. I risultati ottenuti consolidano l’importanza del sito e spingono l’amministrazione locale a velocizzare i progetti per la valorizzazione scientifica e turistica dell’area.

La sinergia istituzionale e il ruolo del Parco del Pollino

L’indagine sul campo ha visto una stretta collaborazione tra il Comune, l’Università di Messina guidata dal professor Fabrizio Mollo, la Regione Calabria e il Parco Nazionale del Pollino. Quest’ultimo ha garantito un sostegno economico decisivo per il finanziamento delle attività, nell’ottica di un investimento strategico sulla conoscenza e sulla tutela del patrimonio culturale locale.

Per coordinare al meglio le attività di ricerca geologica e archeologica all’interno dell’area protetta, l’Ente Parco ha inoltre istituito un Comitato Scientifico. La supervisione delle operazioni a Santa Gada è affidata al geologo Luigi Bloise, responsabile scientifico del Parco e del comitato, che si occupa di raccordare le diverse professionalità coinvolte nelle attività di scavo.

Verso la nascita del polo museale

L’obiettivo a lungo termine è ora la catalogazione sistematica di tutti i reperti emersi nel corso degli anni per consentirne la fruizione pubblica attraverso una struttura dedicata. Il sindaco di Laino Borgo, Mariangelina Russo, ha espresso grande soddisfazione per il percorso intrapreso, delineando le tappe future che attendono la comunità locale.

«Concludere un’altra campagna di scavi con i risultati importanti che consolidano la storia passata da Santa Gada ci pone nella prospettiva di accelerare i lavori che porteranno alla nascita del museo e della realtà di catalogazione di tutti i reperti che negli anni sono riaffiorati dal campo di Laino Borgo. In questo solco di ricerca e studio insieme all’Università di Messina e all’equipe del professor Mollo, agli attori territoriali come il parco nazionale del Pollino e della Regione Calabria, poniamo le basi per far diventare il nostro colle un riferimento di grande pregio per l’archeologia calabrese e internazionale».

Sviluppo culturale e coinvolgimento della comunità

Il successo della giornata di apertura al pubblico ha dimostrato il forte legame tra gli abitanti della Valle del Mercure e la storia millenaria del colle. Le indagini non solo arricchiscono il panorama scientifico, ma rappresentano un tassello fondamentale per l’economia e il turismo della zona, basati sulla conservazione dell’identità territoriale.

«Occasioni come l’open day rappresentano un’importante occasione per illustrare alla cittadinanza i primi risultati delle indagini archeologiche, evidenziando il valore del sito e le prospettive di approfondimento scientifico e di futura valorizzazione culturale e turistica. Insieme al Parco Nazionale del Pollino confermiamo così il nostro impegno a favore di un modello di sviluppo fondato sulla tutela del patrimonio, sulla ricerca e sulla collaborazione tra istituzioni, studiosi e comunità locali».