L’edizione 2026 del Festival delle Invasioni di Cosenza si prepara a un finale all’insegna del ritmo e della contaminazione. Sarà Serena Brancale, polistrumentista, performer e compositrice pugliese, a esibirsi nella serata conclusiva della storica manifestazione culturale calabrese. L’annuncio ufficiale è stato diffuso dal sindaco Franz Caruso insieme al consigliere delegato agli eventi, Francesco Turco, svelando così il primo nome di rilievo del cartellone estivo.
La data da segnare in calendario è il 30 luglio, giorno in cui l’artista salirà sul palco per l’atto conclusivo dell’evento. Attualmente il Settore Cultura del Comune di Cosenza è impegnato nella definizione degli ultimi dettagli organizzativi di un’edizione che mira a confermare la grande carica di energia dimostrata nelle precedenti stagioni.
Il Festival riparte dai grandi numeri
L’Amministrazione comunale punta a replicare lo straordinario successo di pubblico registrato di recente, quando i luoghi della kermesse sono stati attraversati da migliaia di cittadini cosentini e da visitatori provenienti dalla provincia, da altre aree della regione e da fuori territorio. La manifestazione si propone nuovamente come uno spazio trasversale di intrattenimento e approfondimento culturale capace di aggregare giovani, famiglie e appassionati di diverse generazioni.
L’inserimento di Serena Brancale come appuntamento di chiusura risponde alla volontà di intercettare le nuove tendenze musicali e i linguaggi contemporanei, valorizzando la capacità dell’interprete di muoversi agilmente tra stili differenti.
Il 30 luglio il concerto conclusivo
La tappa cosentina del 30 luglio si inserirà nell’ambito del più recente progetto dal vivo dell’artista, il “Sacro Tour”, inaugurato lo scorso 30 aprile a Londra e destinato a proseguire fino al mese di ottobre con la chiusura prevista a Bari. Nelle intenzioni degli organizzatori, lo spettacolo proporrà una sintesi tra groove, sperimentazione e introspezione, spaziando dal soul al rhythm and blues fino al nu-soul contemporaneo.



