Le aree interne non sono condannate a essere comparse di un’estate tutta concentrata sulle coste e consumata in pochi giorni di agosto, quando tutto fa brodo ma spesso senza lasciare nulla ai territori. Il Salotto diffuso di Vakarici continua a dimostrare che è possibile, e forse anche più bello, riempire piazze, vicoli e viuzze dei piccoli centri storici con contenuti, identità, tradizioni, enogastronomia a filiera corta, musica, incontri e sano divertimento. Un modello che sceglie di abitare i luoghi e non semplicemente di affollarli.
Antonio Pomillo: l’entroterra non deve inseguire il mare
L’appuntamento con la ventunesima edizione del Concorso dei vini arbëreshë, in programma sabato 27 giugno, si aprirà con il conferimento della cittadinanza onoraria all’assessore regionale Gianluca Gallo e con l’inaugurazione della nuova SP180, per poi concludersi nel cuore del Salotto diffuso con uno degli appuntamenti più identitari dell’estate calabrese.
“L’entroterra non deve inseguire modelli che non gli appartengono. Ha già tutto ciò che serve per attrarre persone e costruire occasioni di incontro: autenticità, paesaggi, storie, prodotti, relazioni umane e la capacità di offrire esperienze che altrove si stanno perdendo”, dichiara il sindaco Antonio Pomillo.
“La giornata dimostrerà ancora una volta che le aree interne non hanno bisogno di imitare altri modelli di sviluppo. Hanno invece il dovere e la possibilità di costruire una propria proposta, fondata sull’identità, sulla qualità e sulla capacità di trasformare i propri marcatori distintivi in occasioni di crescita e di futuro”, conclude il primo cittadino.
Produttori e appassionati da tutta la regione e dalle comunità albanofone
Anche quest’anno l’evento attira a Vaccarizzo Albanese produttori, appassionati e visitatori provenienti da diverse aree della Calabria e dalle comunità albanofone del territorio regionale. Il concorso continua ad allargare il proprio raggio d’azione, coinvolgendo per la prima volta anche i territori arbëreshë del Crotonese e confermandosi come una delle più originali esperienze di promozione identitaria legata al vino.
Il Salotto diffuso mette in dialogo le piazze del borgo
Uno degli elementi distintivi della manifestazione riguarda la capacità di rendere vivo e concreto il modello del Salotto diffuso. Le piazze del borgo sono collegate tra loro dalla musica, dalle immagini e da un sistema di ledwall contestuali che consentono di vivere simultaneamente i diversi momenti della manifestazione, trasformando il paese in un’unica grande piazza dell’identità. Il primo cittadino sottolinea che si tratta di un modo per far dialogare gli spazi e le persone, per far sentire ogni angolo del paese parte di un’unica esperienza collettiva.
Il menu firmato Barbieri e gli appuntamenti della serata
Accanto alle degustazioni dei vini provenienti da Calabria, Albania e Kosovo, l’evento propone un percorso gastronomico curato dalla famiglia Barbieri, ispirato ai prodotti stagionali e alle ricette della tradizione, con l’obiettivo di valorizzare una cucina identitaria e a filiera corta profondamente legata al territorio.
Dopo la premiazione dei vini e lo show cooking dell’agrichef Enzo Barbieri, il programma entra nel vivo con la performance artistica Nel fondo del bicchiere, a cura delle associazioni T.A.M.M. ed Emon club di Acri. Seguono il concerto della Banda passante con Tarcisio Molinaro e, a chiudere la serata, il dj set di Franco Siciliano. Piazza Scura si trasforma così in una discoteca identitaria a cielo aperto, capace di coniugare divertimento e appartenenza, musica e tradizione, per dimostrare che anche un piccolo centro dell’entroterra può diventare luogo di incontro, socialità e attrazione.



