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Ponte sullo Stretto, Minasi: «Sarà la nostra piramide moderna nel Mediterraneo»

L’archeologo di fama mondiale Zahi Hawass paragona il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina alle Piramidi di Giza. La dichiarazione ha suscitato l’immediata reazione della senatrice reggina della Lega, Tilde Minasi, che ha sottolineato la portata storica e geopolitica dell’infrastruttura, destinata a collegare stabilmente la Sicilia al continente europeo e a ridefinire gli equilibri dell’intera area euro-mediterranea.

Il parallelo storico con l’antico Egitto e la visione strategica

Le parole del celebre egittologo hanno offerto una nuova sponda politica ai sostenitori dell’opera, fornendo un argomento simbolico per superare i dibattiti interni. La senatrice della Lega ha espresso forte soddisfazione per il riconoscimento internazionale ricevuto dall’infrastruttura.

«Le recenti e straordinarie affermazioni del più celebre archeologo ed egittologo al mondo, Zahi Hawass, che ha paragonato l’importanza del Ponte sullo Stretto di Messina a quella delle leggendarie Piramidi di Giza, spazzano via ogni polemica ideologica: siamo di fronte a un’opera destinata a entrare di diritto nella storia dell’umanità e a ridefinire gli equilibri geopolitici ed economici dell’intera area euro-mediterranea», ha affermato Minasi in una nota ufficiale.

Secondo l’esponente del carroccio, l’avallo di una figura come Hawass conferma la bontà della linea politica portata avanti dal Ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini. Il piano non viene più considerato una semplice infrastruttura a carattere locale, ma un polo di attrazione globale che sta raccogliendo manifestazioni d’interesse da parte di investitori internazionali, tra cui spiccano importanti player provenienti dal Giappone.

Impatto occupazionale e sviluppo infrastrutturale nel Mezzogiorno

Al di là del valore simbolico e culturale, la nota si concentra sulle ricadute economiche e sociali che l’apertura dei cantieri avrà sul territorio calabrese e siciliano. L’opera viene descritta come il fulcro di un più ampio piano di rinnovamento logistico.

«Parliamo del più imponente piano di sviluppo occupazionale ed economico mai visto nel Mezzogiorno», ha proseguito la senatrice. «Le oltre 45.000 manifestazioni di disponibilità al lavoro giunte in pochissimi giorni dimostrano la fame di futuro e di riscatto del nostro territorio. Il Ponte genererà migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti per ingegneri, tecnici e imprese locali, offrendo finalmente ai nostri giovani la reale opportunità di rimanere e investire nella propria terra, contrastando lo spopolamento».

L’infrastruttura viene indicata come l’elemento chiave per la nascita dell’Alta Velocità ferroviaria in Calabria e in Sicilia, con benefici diretti per il turismo e la movimentazione delle merci, oltre a una riduzione delle emissioni inquinanti legata al superamento del sistema di traghettamento.

La replica alle opposizioni e la partenza dei cantieri

La chiusura dell’intervento è un attacco diretto alle forze di minoranza che continuano a esprimere perplessità sull’utilità e sulla fattibilità tecnica ed economica del collegamento stabile.

«Di fronte a una sanzione storica e ingegneristica di questa portata l’opposizione preconcetta e i costanti tentativi di sciacallaggio politico da parte della sinistra appaiono minuscoli e anacronistici», ha concluso Minasi. «Il percorso tecnico e finanziario sta procedendo in modo lineare, spedito e trasparente. Non c’è più un solo minuto da perdere: abbiamo il dovere e la determinazione di far partire i cantieri al più presto. Il futuro di Reggio Calabria, della Sicilia e dell’intero Paese non può essere rallentato da chi sa dire solo “no”».