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Calabria terra di diritti, il Welfare regionale contro le discriminazioni

Il sistema di inclusione sociale in Calabria si prepara a una transizione strutturale, finalizzata a trasformare il principio della tutela dei diritti in una pratica quotidiana e diffusa. L’obiettivo della Regione è la costruzione di un’infrastruttura sociale stabile, orientata a riconoscere e valorizzare le differenze per superare i pregiudizi e l’isolamento sul territorio.

Questo indirizzo programmatico è stato illustrato dall’assessore al Welfare, all’Inclusione sociale e alle Pari opportunità della Regione Calabria, Pasqualina Straface, intervenuta da remoto in collegamento con l’Aula Magna dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. L’occasione è stata il convegno “Città a misura di diritti – Inclusione e Diritti: il territorio che accoglie”, un appuntamento che ha registrato la partecipazione di esponenti istituzionali, accademici e professionali del settore.

La sinergia istituzionale e gli obiettivi del Welfare di prossimità

Nel trasmettere alla platea i saluti del Presidente Roberto Occhiuto, l’assessore Straface ha espresso un ringraziamento all’AssNAS Calabria, al Centro Antidiscriminazione LGBTQIA+ di Reggio Calabria e all’Ateneo ospitante per l’organizzazione del confronto.

Il contrasto ai fenomeni discriminatori è stato definito come un dovere collettivo che chiama in causa l’intera compagine sociale. L’azione dell’esecutivo punta a garantire la sicurezza e la piena dignità dei cittadini, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.

“Come assessore e come rappresentante della Regione Calabria voglio dirlo con absolutà chiarezza: noi saremo sempre dalla parte dei diritti e della libertà di ciascuno. La nostra idea di welfare è un welfare di prossimità, capace di agire prima che il disagio diventi isolamento e di rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena espressione della dignità umana”, ha dichiarato Pasqualina Straface.

Per dare seguito a questo orientamento, l’assessorato ha avviato una pianificazione di lungo termine, collegandosi alle recenti iniziative promosse a livello nazionale dall’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali, per il potenziamento dei servizi locali.

Le nuove misure: Tavolo permanente e Protocollo con le Asp

L’amministrazione regionale ha programmato l’adozione di due specifici provvedimenti operativi entro i prossimi mesi. Il primo intervento consiste nell’istituzione di un organismo di coordinamento stabile.

“Entro l’autunno avvieremo il Tavolo regionale permanente contro le discriminazioni. È questa la novità che voglio annunciare: uno spazio stabile di confronto e coordinamento che coinvolgerà la Regione Calabria, le Aziende sanitarie provinciali, gli enti locali, le università, gli ordini professionali, il Terzo Settore, le associazioni e tutte le persone impegnate nella tutela dei diritti”, ha annunciato l’assessore. I compiti del Tavolo spazieranno dal monitoraggio dei fenomeni discriminatori alla formulazione di proposte operative, fino alla diffusione di buone pratiche e alla promozione di campagne di sensibilizzazione.

La seconda misura prevede l’attivazione di uno strumento operativo territoriale per l’assistenza diretta. “Contestualmente lavoreremo alla sottoscrizione di un Protocollo d’intesa con le Aziende sanitarie provinciali affinché venga costruita una rete regionale per la presa in carico delle persone vittime di discriminazione. Una rete che sia capace di garantire ascolto, orientamento, supporto psicologico e sociale, accompagnamento ai servizi e risposte integrate, mettendo in connessione il sistema sanitario, quello sociale e il mondo dell’associazionismo e le istituzioni”, ha spiegato Straface.

Il ruolo della cultura e delle risorse europee

La strategia della Regione si avvarrà del supporto finanziario derivante dalla programmazione del Fondo sociale europeo 2021-2027. Nel corso del dibattito, è stato inoltre sottolineato il ruolo cruciale delle istituzioni formative e degli operatori sociali.

“La discriminazione sicuramente non si combatte con le norme, si combatte attraverso la cultura del rispetto, l’educazione, la formazione, la capacità di ascoltare e soprattutto la volontà delle istituzioni di essere presenti. Per questo è particolarmente significativo che questo confronto si svolga in una università, luogo nel quale si formano le coscienze, il pensiero critico e la cultura dei diritti. La Calabria vuole essere una terra nella quale ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa, senza paura di essere giudicata o esclusa; una terra che considera la diversità una ricchezza e non un motivo di divisione. È questo il significato più autentico dell’inclusione: non tollerare le differenze, ma riconoscerle, rispettarle e valorizzarle”, ha aggiunto l’esponente della giunta.

Il percorso avviato proseguirà attraverso il coinvolgimento delle diverse realtà territoriali. “Con questo spirito – ha concluso l’assessore Straface – continueremo a lavorare insieme a tutte le istituzioni e alle realtà del territorio, affinché il rispetto della dignità della persona non sia soltanto un principio da affermare, ma una pratica quotidiana, nella convinzione che solo attraverso il dialogo e la collaborazione strutturata potremo consolidare una Calabria sempre più giusta, inclusiva e vicina alle persone”.