L’ennesimo atto intimidatorio colpisce il tessuto produttivo e sano del territorio calabrese. Il nuovo danneggiamento perpetrato ai danni dell’azienda agricola di Patrizia Rodi Morabito ha riacceso i riflettori sulla sicurezza delle imprese che operano nella legalità, sollevando una ferma e immediata reazione da parte delle istituzioni locali.
L’episodio rappresenta un attacco non solo a una singola realtà produttiva, ma a un intero modello economico basato sul rispetto delle regole e sulla valorizzazione etica del lavoro in un’area complessa.
La reazione istituzionale e la solidarietà del sindaco
Il sindaco di San Ferdinando, Gianluca Gaetano, è intervenuto duramente sulla vicenda, sottolineando l’importanza di fare fronte comune contro la criminalità. Il primo cittadino ha espresso la necessità di riattivare immediatamente i meccanismi di tutela che già in passato hanno sostenuto l’imprenditrice rosarnese di fronte a simili minacce.
“L’ennesima devastazione subita dall’azienda agricola di Patrizia Rodi Morabito rende necessario che si alzi nuovamente quella barriera fatta di condanna civile e protezione istituzionale che in passato ha lenito la solitudine dell’imprenditrice, rinnovando al contempo l’auspicio che si assicurino alla giustizia gli autori di un gesto teso a colpire anche un modello economico capace di coniugare amore per la terra e gestione etica del lavoro.”
La preoccupazione per la pervicacia criminale
Il ricorso a metodi distruttivi come il fuoco evidenzia una persistenza criminale che mira a soffocare lo sviluppo economico sano della regione. La continuità di questi attacchi desta forte preoccupazione per l’impatto sulla serenità di chi decide di investire e lavorare onestamente sul territorio.
“Il ritorno di questa escalation criminale ci preoccupa non solo per la minaccia alla sicurezza di chi fa impresa in un territorio difficile come il nostro, ma anche perchè il ritorno dell’assurdo linguaggio del fuoco criminale sottende qualcosa di pervicace, il tentativo di non dare scampo, la volontà di cancellare l’economia sana. Per questo la mia Amministrazione Comunale non lascerà nulla d’intentato affinché, come fatto in passato e partecipando convintamente a quel cordone sanitario tempestivamente eretto dal Prefetto Clara Vaccaro, si possa attuare una fattiva e duratura collaborazione con l’imprenditrice.”
Un impegno comune per il futuro del territorio
La sinergia tra l’amministrazione comunale e il mondo imprenditoriale rimane solida, finalizzata alla prosecuzione di progetti già avviati da tempo. L’obiettivo comune resta la normalizzazione del contesto sociale ed economico attraverso il rispetto della legalità, rifiutando logiche di isolamento o rassegnazione.
“Nessuno di noi, amministratore o imprenditore che sia, vuole sentirsi eroe. Chiediamo soltanto di poter dare un contributo per normalizzare nel nome della legalità la nostra Terra, anche indicando modalità di azione che producano riscatto e speranza. Non intendiamo indietreggiare di un millimetro. Siamo davvero pronti a tutto, se non si eradicano questi mali atavici ogni ipotesi di sviluppo diviene un esercizio di futilità.”



