La giornata del 9 luglio 2026 ha segnato una tappa significativa per la sensibilizzazione sulla fibrosi cistica attraverso una straordinaria impresa sportiva ed umana. Lo Stretto di Messina è stato il palcoscenico della nuova edizione di “125 miglia per un respiro”, l’iniziativa che ha visto come protagonista Alessandro Gattafoni, atleta affetto da fibrosi cistica e testimonial della Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC). L’atleta ha raggiunto la costa siciliana a bordo di un kayak per poi fare ritorno a nuoto, partendo da Capo Peloro e arrivando a Cannitello, sulla costa calabra.
La manifestazione ha ricevuto il patrocinio del CONI e della FICK (Federazione Italiana Canoa Kayak), con il sostegno del contributo non condizionato di Vertex, azienda biotecnologica impegnata nell’innovazione scientifica e nello sviluppo di terapie avanzate.
L’incontro a Santa Trada di Scilla
Prima del via ufficiale della traversata, presso l’Alta Fiumara in località Santa Trada di Scilla, l’avvocato Eliana Carbone, opinionista culturale per la Calabria, ha incontrato i vertici della LIFC e lo stesso protagonista dell’impresa. Durante il meeting, Carbone ha sottolineato lo spirito profondo dell’evento, evidenziando il valore della solidarietà collettiva attorno a questa patologia.
“È importantissima questa iniziativa ed il suo spirito che proietta alla sensibilizzazione su un tema così importante perché la fibrosi cistica è una malattia che coinvolge non solo chi ne è affetto, ma anche le famiglie, i medici, i ricercatori e tutti coloro che ogni giorno si impegnano per migliorare la qualità della vita dei pazienti”, ha dichiarato l’avvocato Eliana Carbone.
Il valore terapeutico dell’attività sportiva
Il ruolo cruciale dello sport nel percorso terapeutico dei pazienti è stato il fulcro dell’intervento del presidente nazionale della LIFC, Antonio Guarini. L’attività fisica non rappresenta soltanto un momento di svago, ma si configura come un vero e proprio supporto alle cure quotidiane, in particolare per quanto riguarda la funzionalità polmonare.
“Lo sport è la seconda medicina per le persone affette da fibrosi cistica. Infatti, il paziente con fibrosi cistica deve assumere tutti i giorni delle medicine, dei farmaci, deve fare delle terapie; a queste terapie mediche è fondamentale aggiungere lo sport e nel centro in cui si cura la fibrosi cistica il medico si assicura sempre che il paziente faccia attività sportive e ovviamente quelle collegate all’apparato respiratorio sono le migliori perché danno un risultato eccellente”, ha spiegato il presidente nazionale Antonio Guarini.
La realtà assistenziale in Calabria
La gestione della patologia sul territorio calabrese è stata illustrata da Michele Rotella, presidente della LIFC Calabria, che ha fornito i dati relativi ai pazienti assistiti nella regione e ha ricordato l’importanza delle strutture dedicate presenti sul territorio.
“In Calabria abbiamo 160 pazienti affetti da fibrosi cistica e la Lega Italiana Fibrosi Cistica vive in funzione di un’assistenza continua a questi pazienti che hanno di continuo bisogno di sostegno. E a questo fine, abbiamo creato a Lamezia Terme un centro regionale per la cura della fibrosi cistica, dove questi 160 pazienti si rivolgono e di cui usufruiscono per accedere e ottenere le cure pesanti che devono affrontare ogni giorno”, ha evidenziato Michele Rotella.
Il messaggio oltre l’ostacolo sportivo
La conclusione degli interventi è stata affidata ad Alessandro Gattafoni, che ha voluto dare una lettura intima e universale alla sua performance sportiva nello Stretto, mettendo a confronto questa sfida con le sue precedenti esperienze di resistenza.
“Ognuno ha il proprio Stretto da attraversare. L’impresa sportiva della traversata a nuoto dello Stretto di Messina è stata compiuta da tanti atleti ma il messaggio che io voglio mandare attraverso questa iniziativa è proprio quello che ognuno di noi deve guardare al proprio obiettivo che custodiamo nel nostro io interiore. Le altre imprese che ho compiuto in questi anni sono state più lunghe e hanno avuto una durata di oltre 24 ore mentre quest’anno è molto più breve ma il messaggio che voglio mandare è forte perché nuoto pochissimo perché attraversare lo Stretto di Messina a nuoto dopo averlo comunque attraversato in kayak è un’impresa vera”, ha concluso Alessandro Gattafoni.
L’evento si è concluso con la consapevolezza condivisa dell’importanza che la ricerca scientifica, lo sport e la vicinanza della comunità rivestono quotidianamente nel percorso terapeutico e sociale di chi convive con la fibrosi cistica, richiamando l’attenzione sugli sforzi necessari a garantire la tutela e il benessere di tutti i pazienti.



