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Sanità in Calabria al collasso: oltre 130 medici di famiglia mancanti e Pronto Soccorso in tilt

La medicina di prossimità in Calabria non è semplicemente in crisi: è in uno stato di totale abbandono. A confermarlo in modo inequivocabile sono i dati ufficiali emersi al termine delle procedure per gli avvisi delle “zone carenti” pubblicati dalla Regione. Il bilancio è desolante: mancano più di 130 medici di medicina generale, una voragine assistenziale che fotografia il fallimento dell’attuale gestione della sanità territoriale e scarica le sue drammatiche conseguenze direttamente sui cittadini.

Il quadro della carenza provincia per provincia

La mappa del disagio copre l’intero territorio regionale senza risparmiare alcuna area, evidenziando una diffusa incapacità di programmazione e attrazione dei professionisti:

  • Provincia di Cosenza: è il territorio più colpito, con ben 48 postazioni scoperte.

  • Provincia di Reggio Calabria: registra un vuoto di 25 medici.

  • Province di Catanzaro e Vibo Valentia: contano 23 carenze ciascuna.

  • Provincia di Crotone: chiude la lista con 15 incarichi vacanti.

L’assenza di un filtro sanitario sul territorio genera un inevitabile effetto domino: senza il punto di riferimento del medico di famiglia, migliaia di utenti sono costretti a riversarsi nei grandi ospedali. Il risultato è l’incessante intasamento dei percorsi di accettazione nei Pronto Soccorso, strutture già drammaticamente sotto pressione e ormai vicine al punto di rottura.

Il caso Crotone e il dramma di Cutro: un’emergenza sociale

Tra i dati più inquietanti spicca proprio quello del crotonese dove, per i 15 incarichi messi a bando, non è pervenuta neanche una domanda. Zero candidature. Un segnale d’allarme rosso che trova conferma nella denuncia di Salvatore Frontera, segretario del PD di Cutro.

In un comune di quasi 10.000 abitanti operano ormai soltanto 3 medici di ruolo, a cui si somma la cronica assenza di pediatri. La situazione diventa una vera e propria emergenza sociale nelle frazioni di Steccato e San Leonardo di Cutro, dove da gennaio ben 1.350 persone si trovano completamente prive di assistenza medica.

Guardie mediche assenti e turismo a rischio

A complicare ulteriormente un quadro già compromesso si aggiunge il collasso delle Guardie Mediche, un presidio di vitale importanza soprattutto nella stagione estiva e nelle località a forte vocazione turistica. La Calabria si ritrova così nell’impossibilità di garantire perfino l’assistenza medica di base ai visitatori, offrendo un’immagine di vulnerabilità che danneggia l’intera economia locale.

Il fallimento della Governance

La situazione attuale va oltre la semplice preoccupazione: è la dimostrazione tangibile dell’incapacità dell’attuale amministrazione regionale di centrodestra di gestire la sanità pubblica. La Calabria è diventata una terra incapace di attrarre e trattenere professionisti della salute, lasciando interi territori abbandonati a se stessi e mettendo quotidianamente a rischio il diritto fondamentale alla salute dei propri cittadini.