La situazione dell’azienda di trasporto pubblico locale Amaco di Cosenza torna al centro dell’attenzione politica regionale. I consiglieri regionali Madeo e Falcomatà hanno rivolto un sollecito formale alle istituzioni di Palazzo Campanella per ottenere la riapertura urgente delle trattative, evidenziando la condizione di forte incertezza che coinvolge sia i lavoratori che l’erogazione dei servizi sul territorio.
L’allarme sulle 108 famiglie e i preavvisi di licenziamento
La preoccupazione principale riguarda la tenuta occupazionale dell’azienda di trasporti cosentina, dopo l’invio delle prime comunicazioni di mobilità.
«Le 108 famiglie legate al destino dell’azienda Amaco non possono più aspettare: urge rianimazione del tavolo tecnico», sostengono i due consiglieri regionali. Nel ripercorrere le tappe della vicenda, i consiglieri richiamano gli impegni assunti nei mesi scorsi: «Già perché era il 20 novembre del 2025 quando in Regione c’è stata la riunione per definire le sorti degli operai dell’azienda di trasporti già in condizioni fallimentari dove l’assessore Gianluca Gallo aveva garantito il totale mantenimento dei posti di lavoro e avviato l’apertura di un tavolo tecnico. Un piano di concertazione dunque era stato avviato più di otto mesi fa, ma tra il dire e il fare, così come tra i reel e le politiche concrete, c’è di mezzo la realtà».
Il ritardo nell’attuazione dei piani concordati sta traducendo le rassicurazioni iniziali in una vera e propria emergenza sociale: «E così dopo tante rassicurazioni e promesse, gli operai, e con loro ben oltre cento famiglie, vedono il futuro appeso a un filo. Per molti di loro è già arrivato il preavviso di licenziamento».
La proposta di assorbimento in Cometra e la richiesta alla Giunta
Tra i percorsi individuati nei mesi scorsi per superare lo stato di crisi della società figurava un preciso piano di integrazione aziendale.
«Tra le soluzioni paventate dalla stessa maggioranza di governo regionale, sostenuta anche dai sindacati, c’è l’assorbimento di Amaco in Cometra in modo da garantire sia i posti di lavoro sia il servizio di trasporto pubblico per la città di Cosenza», ricordano Madeo e Falcomatà.
L’assenza di sviluppi operativi rischia tuttavia di compromettere la continuità delle prestazioni per gli utenti e la salvaguardia dei livelli occupazionali. «Ad oggi però l’immobilismo, in una regione che sembra portare lo stigma del diritto alla mobilità negato sia per le persone che per le merci, ha avuto la meglio sulle intenzioni del Presidente, della sua Giunta e, purtroppo, sulla pelle dei lavoratori. Ed ecco che ad oggi siamo punto e a capo e ci troviamo ancora a chiedere l’istituzione di un tavolo per salvare dipendenti e il servizio ai cittadini».
Il richiamo finale punta a sollecitare un intervento tempestivo da parte delle istituzioni regionali: «Nel suo ruolo di garante la Regione ha il dovere di non abbandonare queste famiglie e il compito di garantire i servizi. Si passi dalle parole ai fatti. Se il tavolo già avviato a novembre non ha dato frutti, si proceda in fretta alla sua rianimazione. Non c’è più tempo per parole o promesse: i Calabresi, nello specifico i dipendenti Amaco, meritano risposte concrete».



