HomeCostume & SocietàAvviato il restauro del busto reliquiario...

Avviato il restauro del busto reliquiario di San Vitaliano a Catanzaro

Un intervento atteso e di rilevante significato artistico e spirituale ha preso ufficialmente il via nel capoluogo calabrese. Le operazioni di restauro del busto reliquiario di San Vitaliano, Patrono della città di Catanzaro e tra le sculture sacre più emblematiche dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, sono state avviate a seguito dell’autorizzazione dell’arcivescovo metropolita, monsignor Claudio Maniago. L’iniziativa nasce dalla cooperazione tra la Diocesi e la Soprintendenza ABAP per le province di Catanzaro e Crotone, guidata da Stefania Argenti.

I primi passaggi operativi hanno avuto luogo nella Basilica dell’Immacolata, sede nella quale la scultura è stata presa in consegna alla presenza di funzionari della Soprintendenza e rappresentanti ecclesiastici. Al fine di garantire la massima sicurezza, le reliquie del Santo patrono sono state temporaneamente collocate in una sede protetta, dove rimarranno per tutta la durata del cantiere di restauro.

L’affidamento dei lavori e la custodia della memoria

I lavori di ripulitura e consolidamento dell’opera sono stati affidati alla ditta specializzata Adduci Restauri di Antonio Adduci. Il cantiere opererà sotto la direzione scientifica degli organismi di tutela e con il coordinamento diretto dell’Ufficio diocesano per i Beni culturali ecclesiastici.

L’incaricato diocesano don Maurizio Franconiere ha richiamato il valore profondo dell’intervento, evidenziando come «la tutela dei beni culturali ecclesiastici non consiste soltanto nella conservazione di opere d’arte, ma nella custodia della memoria viva della Chiesa». Il sacerdote ha inoltre sottolineato l’intimo legame tra il reliquiario e la cittadinanza: «il busto reliquiario di San Vitaliano non è soltanto un’opera di pregio, ma un segno della fede che da secoli accompagna il cammino della nostra comunità».

L’intervento punta a preservare l’opera per gli anni a venire. Come espresso da don Franconiere, «restaurarlo significa consegnare alle future generazioni un patrimonio di bellezza, spiritualità e identità ecclesiale, affinché continui a testimoniare la devozione del popolo di Dio verso il suo patrono».

Nove secoli di storia tra fede, crolli e salvataggi

Le spoglie del vescovo di Capua giunsero a Catanzaro nel 1122, diventando da oltre novecento anni un punto di riferimento centrale per la vita spirituale cittadina. La storia che avvolge il reliquiario è costellata da molteplici eventi storici e momenti di pericolo nei quali l’integrità dell’opera è stata preservata.

Nel XIV secolo le sacre spoglie vennero collocate all’interno della cappella fatta erigere dal conte Pietro Ruffo nel Duomo. A seguito del crollo della struttura avvenuto nel 1583, i resti furono tratti in salvo e ricollocati in una nuova custodia. Un analogo episodio si è verificato durante il secondo conflitto mondiale: il 27 agosto 1943, quando i bombardamenti distrussero la Cattedrale, il busto venne tratto in salvo senza riportare danni. Al termine dei lavori di restauro e consolidamento, l’opera tornerà nella piena disponibilità dei fedeli. (fonte gazzetta del sud)