Il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate nel Comitato analisi sull’immigrazione e sicurezza delle frontiere, presieduto dal ministro Matteo Piantedosi al Viminale.
Parallelamente, a seguito di un confronto telefonico tra il ministro Piantedosi e l’omologo francese Laurent Nuñez, si è condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra Italia e Francia, nell’ambito degli accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti.
I requisiti del diritto europeo e la sospensione di Schengen
L’ingresso massivo di circa 50.000 marocchini a Ceuta ha spinto diversi Stati, tra cui l’Italia, a valutare la sospensione delle norme Schengen nei confronti della Spagna. Sebbene la normativa europea non renda agevole l’espulsione di un Paese dal trattato, il quadro normativo dell’Unione consente agli Stati membri di ripristinare temporaneamente i controlli ai confini interni in presenza di una grave minaccia alla sicurezza interna, all’ordine pubblico o a fronte di improvvisi e massicci movimenti non autorizzati di cittadini di Paesi terzi.
«Uno Stato non può espellerne unilateralmente un altro dall’area», ha spiegato Marie-Laure Basilien-Gainche, docente di diritto presso l’Università di Lione 3, ricordando le tutele legate al trattato entrato in vigore il 26 marzo 1995 per garantire la libera circolazione di persone, merci e servizi.
Il regime giuridico speciale di Ceuta e Melilla
Ai sensi dell’articolo 41 del trattato, le due città autonome spagnole di Ceuta e Melilla non fanno parte del sistema Schengen, in quanto non collocate sul suolo continentale europeo. Tale regime speciale è pensato per proteggere la frontiera esterna, impedendo gli spostamenti non autorizzati verso il resto del continente. L’ingresso nelle due enclave non garantisce alcun diritto di mobilità verso la Spagna peninsulare o verso altri Stati membri. Chi si sposta da questi territori deve essere sottoposto a regolari controlli di frontiera.
Lo status del Marocco e il rientro dei migranti
Alla luce delle recenti disposizioni europee in materia di migrazione e asilo, il Marocco rientra nell’elenco dei Paesi considerati sicuri. Di conseguenza, i cittadini marocchini che raggiungono il territorio dell’Unione europea non hanno, in linea di principio, diritto alla protezione asilo, permettendo l’attivazione di procedure veloci di rimpatrio. Questa condizione sta spingendo numerosi cittadini arrivati a Ceuta a fare rientro volontario nel Paese d’origine.



