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Dalla Calabria a Cambridge: la ricerca di Gaia Bertolino per la medicina del futuro

Dalla provincia di Catanzaro all’Università di Cambridge, passando per l’Università della Calabria. È l’itinerario di studio e ricerca di Gaia Bertolino, 25 anni, originaria di Simeri, frazione di Simeri Crichi, che nell’ottobre 2025 ha intrapreso un dottorato di ricerca in Computer Science presso uno degli atenei più prestigiosi a livello internazionale. Il progetto si inserisce nell’ambito delle azioni Marie Skłodowska-Curie finanziate dall’Unione europea, programmi destinati alla formazione e alla mobilità dei ricercatori.

Il percorso formativo si è sviluppato interamente in territorio calabrese. Dopo il diploma con lode al Liceo scientifico “Luigi Siciliani” di Catanzaro, la giovane ha conseguito all’Università della Calabria la laurea triennale in Ingegneria informatica e, nel luglio 2025, la laurea magistrale nello stesso indirizzo, con curriculum in Intelligenza Artificiale, presso il Dipartimento di Ingegneria informatica, Modellistica, Elettronica e Sistemistica. La tesi magistrale, incentrata sull’impiego dell’intelligenza artificiale per l’analisi dei segnali audio respiratori, ha visto la supervisione del professor Domenico Talia dell’Università della Calabria e della professoressa Cecilia Mascolo dell’Università di Cambridge, ponendo le basi per la successiva collaborazione scientifica.

L’intelligenza artificiale conversazionale applicata alla salute respiratoria

L’attività di ricerca, svolta all’interno del Mobile Systems Lab dell’Università di Cambridge, riguarda lo sviluppo di sistemi di intelligenza artificiale conversazionale applicati alla salute respiratoria. I modelli oggetto di studio sono in grado di analizzare registrazioni di tosse, respiro e suoni polmonari, comprendendo contestualmente i quesiti posti dagli utenti. In presenza di un segnale audio, un medico o un paziente può richiedere l’individuazione di particolari anomalie o la verifica di elementi compatibili con una determinata condizione clinica, ottenendo spiegazioni chiare in linguaggio naturale.

L’obiettivo primario consiste nel superare la rigidità di molti strumenti informatici tradizionali, che forniscono spesso unicamente punteggi o classificazioni di complessa interpretazione tecnica. L’intento non è sostituire la figura del medico né delegare all’algoritmo una diagnosi definitiva, bensì realizzare strumenti di supporto capaci di facilitare la prima valutazione, orientare la raccolta delle informazioni e rendere accessibile il monitoraggio respiratorio anche tramite smartphone e dispositivi indossabili.

Sicurezza clinica e riconoscimento dei limiti operativi

Il nodo fondamentale dell’indagine scientifica risiede nella sicurezza dei sistemi. In ambito sanitario, una risposta formulata in modo fluido e convincente, se fondata su dati incompleti, disturbati o non pertinenti, comporta rischi elevati. La ricerca mira a strutturare modelli progettati per non fornire risposte indistinte a ogni costo, insegnando all’algoritmo a valutare la presenza di elementi sufficienti, esprimere incertezza, richiedere registrazioni di qualità superiore o indirizzare l’utente a un professionista sanitario.

L’affidabilità dei sistemi clinici si misura non soltanto sulla percentuale di predizioni corrette, ma anche sulla capacità di prevenire valutazioni errate nei casi più complessi o ambigui. L’analisi verifica inoltre la tenuta delle prestazioni in presenza di registrazioni effettuate con strumenti differenti, in ambienti rumorosi o relative a patologie non precedentemente individuate.

«Venendo da un piccolo paese del Sud, ho scelto di studiare all’Unical perché credevo nelle opportunità che questa università poteva offrirmi», osserva Gaia Bertolino in merito alla propria esperienza. «Essere oggi a Cambridge dimostra che si può partire dalla Calabria, crescere attraverso lo studio e la ricerca e confrontarsi con realtà scientifiche internazionali. Il mio obiettivo è riuscire, un giorno, a restituire valore alla mia terra». La sfida tracciata guarda alla costruzione di tecnologie che sappiano riconoscere i propri limiti, lasciando il giudizio finale al fattore umano.