Si chiude con un totale di 6.000 presenze in tre serate di programmazione dal vivo la decima edizione del Laos Fest. Dal 31 luglio al 2 agosto, la manifestazione ha coinvolto la Riviera dei Cedri attraverso una struttura diffusa sul territorio, alternando i concerti serali nel borgo di Scalea agli aperitivi presso la Vineria di San Nicola Arcella e ai prolungamenti notturni con gli aftershow all’Asteria di Praia a Mare.
L’evento, promosso da Levante APS e Music Labs con il patrocinio della Regione Calabria e del Comune di Scalea, ha confermato la formula a ingresso gratuito e l’impronta plastic free, affiancando alle proposte musicali la curatela visiva di OSA Festival e le sessioni di live painting dell’artista Domenico Lamanna (Doom’s Art).
Il programma dei concerti da Motta ai Santi Francesi e Mobrici
La serata inaugurale di venerdì 31 luglio in Piazza Spinelli ha visto come protagonista Motta, impegnato nelle tappe estive che celebrano i dieci anni dall’uscita del primo album La fine dei vent’anni. Prima del cantautore toscano si sono esibiti Gioia Lucia, con il repertorio tratto dall’EP Estate 2007 | Piazza Roma, e Pieffe, mentre la chiusura della prima notte si è tenuta nel cortile di Palazzo Spinelli con il set elettronico del producer romano Mhatt.
Sabato 1° agosto il palco centrale ha accolto i Santi Francesi, in scena con una formazione rock a quattro elementi, anticipati dal cantautore calabrese Francesco Pintus e da Diniche, vincitrice del contest “Suona al Laos” sviluppato insieme a Cromosomi, iniziativa che ha visto l’assegnazione del Premio Stampa a Saitta. La notte si è poi spostata all’Asteria di Praia a Mare per l’aftershow.
A concludere il cartellone, domenica 2 agosto, è stato Mobrici, tornato dal vivo con i brani del nuovo lavoro SUPERNOVA. L’ultima serata ha dato spazio anche al percorso cantautoriale di Lea Gavino e alla polistrumentista Atipica, prima del finale in Piazza Maggiore De Palma affidato al set di L/F Sound System.
L’impatto culturale e la valorizzazione del territorio
«Raggiungere la decima edizione è un traguardo significativo», dichiara il direttore artistico Davide Barletta. «Organizzare un festival in Calabria comporta sfide complesse, dalle criticità logistiche al reperimento delle risorse, fino al pieno riconoscimento del valore dell’iniziativa. Scommettere su questo territorio è una scelta precisa: anno dopo anno, Scalea dimostra di poter guidare un’offerta culturale capace di garantire un ritorno reale e di attrarre un pubblico numeroso da tutta Italia».
Portare la musica dal vivo nella Riviera dei Cedri significa riabitare i centri storici, accendere un riflettore sulle aree del Mezzogiorno spesso escluse dalle grandi rotte dei tour estivi e trasformare il patrimonio architettonico in uno spazio di aggregazione viva. Il Laos Fest dimostra come il decentramento geografico e la valorizzazione della provincia possano generare un indotto turistico e culturale concreto per l’intero territorio.



