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Un miracolo della sanità pubblica: la bimba precipitata a Catanzaro è fuori pericolo

Una vicenda che rischiava di trasformarsi in tragedia ha trovato un lieto fine, diventando un modello di efficienza per il sistema sanitario italiano. La bambina precipitata da un balcone a Catanzaro lo scorso aprile è oggi ufficialmente fuori pericolo, dimessa senza danni neurologici né deficit motori. Il percorso terapeutico, di elevata complessità, si è concluso con la ricostruzione dell’aorta toracica, operazione che ha permesso il pieno ripristino del flusso sanguigno e la riespansione del polmone sinistro.

Il trasferimento d’urgenza con l’Aeronautica Militare

La riuscita del trattamento è il frutto della tempestiva sinergia tra l’AOU Renato Dulbecco di Catanzaro e l’Istituto Giannina Gaslini di Genova. All’arrivo in ospedale, le condizioni della piccola apparivano critiche: lesione dell’aorta toracica, lacerazione epatica a tutto spessore, contusioni polmonari e un importante trauma cranico. Oltre 60 figure professionali tra medici, infermieri e operatori sanitari hanno cooperato sin dalle prime ore.

Dopo una prima fase di stabilizzazione presso la struttura calabrese, le terapie intensive dei due istituti hanno coordinato il trasporto d’urgenza verso il capoluogo ligure tramite un volo sanitario dell’Aeronautica Militare, allestito come una vera e propria unità di cura intensiva volante.

L’intervento cardiochirurgico all’aorta toracica

Nella notte del 30 aprile la situazione clinica si è aggravata, rendendo indispensabile un’operazione d’urgenza guidata dal medico Guido Michielon.

“Ci siamo trovati di fronte a una delle lesioni traumatiche più gravi che possano interessare l’aorta, con una mortalità superiore all’80% già al momento del trauma. Nel caso di questa bambina, l’aorta era completamente separata per un tratto di circa quattro centimetri e la continuità del vaso era garantita soltanto dallo strato più esterno della sua parete. Abbiamo ricostruito l’aorta con il supporto dell’ECMO, che ha garantito la perfusione degli organi vitali durante tutta la procedura. Oggi il flusso nell’aorta è stato completamente ripristinato, il polmone sinistro è tornato a riespandersi e, soprattutto, la bambina non presenta danni neurologici né deficit motori: è il miglior risultato che potessimo ottenere”, ha dichiarato Michielon.

Una rete sanitaria integrata per la tutela dei pazienti

L’esito positivo della vicenda incarna l’efficacia del modello hub & spoke nella sanità pubblica, in grado di collegare centri ad alta specializzazione e trasferire competenze sul territorio. A seguito di questo evento, le due strutture sanitarie hanno deciso di rafforzare la convenzione esistente per garantire una presenza periodica dell’équipe ligure a Catanzaro.

Girolamo Mattioli, direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Istituto Gaslini, ha sottolineato il valore di questo accordo: “Il senso di questa collaborazione è mettere il patrimonio di competenze del Gaslini a disposizione dei piccoli pazienti senza costringere ogni volta le famiglie a spostarsi lontano da casa. Con regolarità ci rechiamo a Catanzaro per operare, svolgere attività ambulatoriale e lavorare insieme ai colleghi calabresi. Solo nei casi di maggiore complessità, come è accaduto per questa bambina, il percorso condiviso porta a Genova”.

L’integrazione tra le due realtà consentirà di effettuare interventi chirurgici programmati, consulenze multidisciplinari a distanza e sessioni di formazione continua direttamente in Calabria.