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Addio a Ornella Forastefano: l’omelia di don Groccia e il dolore della comunità di Sibari

L’ultimo saluto a Ornella Forastefano ha visto la partecipazione di centinaia di persone, radunate nella chiesa di Gesù Buon Pastore a Sibari per stringersi attorno ai familiari della quarantaseienne. La donna era deceduta dopo essere stata abbandonata in condizioni disperate davanti al pronto soccorso dell’ospedale di Trebisacce. La commozione ha attraversato la comunità di Cassano allo Ionio, con molti cittadini costretti a seguire la funzione dal piazzale antistante per la grande affluenza.

Il richiamo del parroco e la condanna della violenza

Durante la celebrazione liturgica, il parroco don Pietro Groccia ha espresso parole chiare sulla natura del fatto, definendolo senza mezzi termini. “È un caso di femminicidio a tutti gli effetti. Nessuno può permettersi di oltraggiare, umiliare, calpestare o cancellare la dignità femminile“, ha pronunciato il sacerdote di fronte alla folla.

La richiesta di interventi normativi e il rigore penale

Nel corso del discorso, il celebrante ha richiamato le istituzioni a un impegno legislativo più incisivo e a una maggiore severità delle sanzioni. “Quello che è successo deve rappresentare per noi uno stimolo a chiedere alle istituzioni leggi più severe e l’inasprimento delle pene nei confronti di questi soggetti, per evitare che benefici di pena o presunte instabilità mentali possano riportare in libertà persone capaci di commettere gli stessi delitti”, ha rimarcato il parroco, chiedendo inoltre di evitare la spettacolarizzazione mediatica di simili vicende drammatiche.

Il ricordo personale e le parole per i familiari

Don Groccia ha poi condiviso il ricordo della quarantaseienne, conosciuta all’inizio del proprio percorso pastorale a Marina di Sibari e assidua frequentatrice delle funzioni domenicali. Un pensiero specifico è stato rivolto ai figli della donna: “Ammainate ogni eventuale sentimento di astio e di vendetta. Mettete da parte tutto questo e riprendete la vita da dove è stata spezzata, con i sentimenti della speranza. Impegnatevi a diventare uomini e donne realizzati, così da donare a vostra madre quella felicità che le è stata negata su questa terra“.

All’uscita del feretro dalla chiesa, l’addio è stato accompagnato da un lungo applauso e dal volo di decine di palloncini bianchi.