di Barbara Gagliardi
Il 22 agosto 2026, nella cornice storica e prestigiosa dell’hotel Tasso, a Camigliatello Silano, per la rassegna letteraria “INCONTRI SILANI”, ho avuto l’onore di essere invitata come relatrice per presentare il romanzo del mio fraterno amico Francesco Scarcella.
Mio padre, fra le tante attività che ha svolto nella sua intensa vita, sul corso principale di Camigliatello, ha avuto, per tanti anni, un’agenzia immobiliare in società con il dottore Pellicone e commovente è stata l’accoglienza, al mio arrivo, delle persone presenti.
Intenso il momento in cui Stefano Vecchione Cosenza lo ha ricordato sottolineando che, da questo momento in poi, dovrò e dovremo abituarci alla sua assenza in prima fila: mio padre era sempre presente agli eventi culturali che organizzo o a cui partecipo.
Nel mio intervento, ho proposto di andare oltre la definizione di romanzo distopico per fornire una chiave di lettura diversa attraverso l’aggettivo “ucronico”: anch’ esso di derivazione greca con il prefisso u dal dittongo o + u che, nella trasposizione alla lingua italiana, fa convergere il fonema della u nel grafema vocalico corrispondente per indicare l’accezione di un tempo – cronos – possibile o, meglio, di una realtà possibile.
Quella di “Ordine Ignoto” potrebbe essere una realtà possibile che trae ispirazione dal tema della continua tensione, da parte dell’uomo, alla ricerca della libertà; tema a cui l’autore si è ispirato da “Ben-hur”, il film colossale del 1959.
Ben-hur è un ebreo che vive durante il governo dell’imperatore Tiberio (14 d.C. – 37 d.C.). Il successore di Ottaviano Augusto fu il primo nella storia a perseguitare gli ebrei. Ben prima delle deportazioni di Tito e di Hitler con Mussolini, gli ebrei sterminati per volontà di Tiberio, furono mandati in Sardegna, terra – all’epoca – malarica e lì lasciati morire.
Anche Ben-hur viene tradito dal fratello adottivo romano e fatto schiavo.
Riesce a riscattarsi e a conquistare la libertà attraverso il perdono.
Questa una delle possibili letture del romanzo di Francesco Scarcella: la libertà attraverso il perdono nell’accezione di equilibrio e riconciliazione con se stessi e con gli altri; da qui l’intento di far riflettere il lettore sul valore del tempo, della solidarietà e della responsabilità.



