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Cosenza, gli storici fruttivendoli della sopraelevata: “Sì alla riqualificazione, ma dateci un’alternativa”

Una storia lavorativa lunga quarant’anni rischia di interrompersi sotto la sopraelevata di Cosenza, nel tratto che collega via Padre Giglio a via Popilia. Con l’avvio dei progetti di riqualificazione urbana previsti dall’amministrazione comunale, i venditori di frutta e verdura storici della zona hanno deciso di rompere il silenzio. Attraverso una nota diffusa alla stampa, gli operatori commerciali hanno espresso una posizione chiara nei confronti dei provvedimenti di sgombero e abbattimento delle strutture esistenti.

La consapevolezza dell’abusivismo e il nodo della tassa di occupazione

Gli esercenti non nascondono la propria condizione amministrativa, ammettendo la mancanza di una concessione formale per l’occupazione del suolo pubblico. “Siamo abusivi, per anni ci avete mandato il bollettino della tassa al suolo pubblico e papà la pagava regolarmente è andato in pensione e qualcosa s’è interrotto, da qualche anno non si paga il suolo pubblico? Sì. Ma per 40 anni abbiamo lavorato e vissuto del nostro lavoro”, si legge nella dichiarazione diffusa dagli storici fruttivendoli. Il rapporto con la zona si basa su decenni di attività tollerata, interrotta dalla necessità dell’ente locale di ammodernare l’area urbana.

Il sostegno ai lavori e le richieste alla giunta comunale

L’opposizione dei commercianti non riguarda gli interventi di abbellimento urbano, verso i quali viene espresso pieno consenso per rendere la città più vivibile e decorosa. La critica principale è rivolta all’assenza di un piano per la salvaguardia dei posti di lavoro. “Siamo pronti ad andare via quando partiranno i lavori di riqualificazione. Siamo pronti a fare la nostra parte. Ma chiediamo che, contestualmente, venga individuata e messa nero su bianco una soluzione alternativa per chi vuole continuare a lavorare”, evidenziano i venditori rivolgendosi direttamente al sindaco e alla giunta.

La questione dell’uguaglianza delle regole sul territorio

Un altro punto sollevato dagli operatori riguarda la disparità di trattamento rispetto ad altre realtà commerciali irregolari diffuse nella città di Cosenza, compresi i mercati rionali e le vendite ambulanti senza titoli. “Se la mancanza di concessione del suolo pubblico è sufficiente per mandarci via, perché non vengono applicati gli stessi criteri a tutte le altre situazioni irregolari presenti in città?”, chiedono i fruttivendoli. La richiesta conclusiva all’amministrazione riguarda l’elaborazione di una proposta scritta e verificabile, volta a consentire la prosecuzione delle attività commerciali nel rispetto dei regolamenti vigenti.