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Carne brasiliana, bene lo stop UE: una tutela per gli allevatori calabresi e i consumatori

L’Unione Europea ha stabilito un provvedimento che, a partire dal 3 settembre, vieta l’ingresso nel territorio comunitario di carne e prodotti di origine animale provenienti dal Brasile che risultano difformi dai parametri imposti agli allevatori europei. La misura risponde alla necessità di garantire la piena corrispondenza tra i livelli di sicurezza interni ed esteri, promuovendo una reale equità di mercato.

L’importanza del principio di reciprocità

La risoluzione adottata a Bruxelles si inserisce nella tutela del lavoro svolto dalle imprese del territorio, impegnate quotidianamente nell’applicazione di norme stringenti sul benessere animale, la tracciabilità delle filiere e la regolamentazione sull’uso dei farmaci veterinari. La presenza nei mercati di merci ottenute mediante requisiti differenti rappresentava un elemento di svantaggio per la competitività economica delle realtà locali.

Estensione delle tutele ad altre filiere

Il provvedimento costituisce un punto di partenza verso la regolamentazione di ulteriori settori legati alle importazioni da paesi terzi. Tra i casi sollevati nell’ambito del dibattito agrario rientra la gestione del grano canadese, trattato nella fase antecedente alla raccolta con sostanze chimiche vietate all’interno dei confini europei. La prosecuzione di questo orientamento normativo mira a consolidare un sistema di controlli omogeneo a garanzia dell’intera catena alimentare.