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Emergenza Xylella a Taurianova, Forcella: “Difendere l’olio italiano è una priorità assoluta”

Un’ombra si allunga sul settore olivicolo calabrese con la conferma della presenza del batterio nell’area reggina, un evento che mette in massimo allarme l’intero comparto agricolo nazionale. L’individuazione del patogeno ha spinto le associazioni di categoria a sollecitare la massima tempestività nelle operazioni di contenimento, per scongiurare il rischio che l’infezione possa estendersi ad altri bacini produttivi della regione.

Il focolaio individuato nel territorio di Taurianova

La conferma ufficiale della presenza della Xylella fastidiosa sottospecie pauca è arrivata dopo una serie di campionamenti condotti su 35 piante nell’agro di Taurianova, che hanno evidenziato la positività di sette esemplari. Di fronte all’esito delle analisi, le autorità regionali hanno attivato le procedure previste dai protocolli fitosanitari, perimetrando l’area infetta e definendo una zona cuscinetto della profondità di 2,5 chilometri che abbraccia anche porzioni dei comuni limitrofi di Cittanova e Terranova Sappo Minulio.

Il Servizio fitosanitario della Regione Calabria ha elaborato un piano straordinario orientato all’eradicazione del focolaio. Contestualmente, è stato istituito un tavolo di crisi interistituzionale per coordinare i controlli sul campo e monitorare l’evoluzione della situazione.

La preoccupazione della filiera e le parole di Tullio Forcella

L’ingresso del patogeno in territorio calabrese desta profonda apprensione tra i rappresentanti del settore. “La recrudescenza della Xylella fastidiosa desta forte preoccupazione in tutta la filiera olivicolo-olearia”, dichiara Tullio Forcella, presidente di Federolio. Secondo la guida dell’associazione, i recenti riscontri emersi tra Calabria e Basilicata confermano come l’agente patogeno stia toccando zone finora considerate immuni.

La reazione delle istituzioni e il Piano olivicolo nazionale

Nonostante l’alto livello di rischio, Federolio accoglie con favore le prime contromisure stabilite a livello locale. “Riteniamo tuttavia incoraggiante la tempestiva reazione delle autorità regionali”, aggiunge Forcella, richiamando l’attenzione sugli strumenti finanziari e operativi garantiti dal Piano olivicolo italiano 2026-2030, varato dal Ministero dell’Agricoltura per finanziare le azioni di contrasto e l’eventuale ripristino del potenziale produttivo.

Il timore di un scenario analogo a quello pugliese

A guidare l’azione dei produttori è la memoria di quanto accaduto in Puglia negli anni passati, dove l’avanzata del batterio ha causato danni ingenti al patrimonio arboreo e all’economia agricola. Per evitare il ripetersi di tale dinamica, le sigle di categoria sollecitano azioni immediate di eradicazione e isolamento.

“L’intera filiera ha bisogno di tutelare la qualità dell’olio italiano, ma anche di rafforzare la produzione in termini quantitativi”, sottolinea il presidente di Federolio.

La salvaguardia del patrimonio agricolo regionale

La tutela dell’olivicoltura va oltre le singole realtà aziendali, toccando un asset fondamentale per l’economia dell’intera regione. “La difesa del patrimonio olivicolo nazionale è oggi una priorità assoluta”, conclude Forcella. Nelle zone interessate dai provvedimenti prosegue il lavoro dei tecnici fitosanitari, con campionamenti a tappeto volti a perimetrare con esattezza il focolaio ed impedire nuove propagazioni.