Mercoledì 23 settembre, alle ore 14, l’Aula Solano dell’Università della Calabria ospita l’inaugurazione del sedicesimo anno accademico di Pedagogia dell’Antimafia. Il progetto educativo, promosso da Giancarlo Costabile all’interno del Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES), pone al centro della riflessione pedagogica il tema «I territori della ferita».
Si tratta di un approfondimento incentrato sul dolore delle comunità colpite dalla violenza mafiosa e dalla marginalità sociale, ma anche sulle pratiche di resistenza civile capaci di restituire dignità e prospettive al territorio attraverso l’istruzione.
L’edizione di quest’anno è intitolata alla memoria del professor Fortunato Maria Cacciatore, docente dell’Ateneo scomparso prematuramente. La figura del giovane collega richiama il senso profondo della resistenza contro le ingiustizie, evidenziando come la sofferenza possa trasformarsi in coscienza critica e responsabilità condivisa.
L’evoluzione del progetto e i risultati conseguiti nei primi quindici anni
Nato il 23 maggio 2011 in occasione dell’anniversario della strage di Capaci come ciclo seminariale, l’insegnamento è divenuto dal 2018-2019 disciplina di base del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione. L’attività svolta fino a oggi si riassume in cifre significative, registrate senza l’impiego di fondi pubblici: oltre 200 seminari in presenza, 35 incontri online durante l’emergenza sanitaria, 60 iniziative di cittadinanza attiva nelle scuole calabresi e 45 laboratori di antimafia sociale condotti nel Mezzogiorno. I contributi scientifici ed esperienziali hanno coinvolto più di 300 relatori provenienti dal mondo della magistratura, delle forze dell’ordine, della scuola, delle associazioni e della Chiesa.
Reti territoriali, collaborazioni istituzionali e modelli pedagogici
L’azione didattica del corso ha varcato i confini accademici per stabilire connessioni operative con diverse realtà locali del Sud Italia: dalla Piana di Gioia Tauro alla Locride, dalle periferie di Cosenza fino a Scampia e Palermo. Tra le tappe formative di rilievo figurano le attività avviate nel novembre 2011 sui beni confiscati della cooperativa Valle del Marro e gli scambi culturali iniziati nel maggio 2013 nel quartiere napoletano di Scampia.
Il nuovo anno accademico eredita anche i risultati dei percorsi più recenti, tra cui il patto educativo stretto tra l’Ateneo e la Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, e le attività svolte in sinergia con gli istituti scolastici di Rosarno, Brancaccio e Cutro. La struttura teorica della disciplina continua a richiamarsi alla pedagogia critica di don Lorenzo Milani e Paulo Freire, intendendo l’educazione come uno strumento di emancipazione e partecipazione democratica.



