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Dai costi dell’energia alle riforme per la crescita: il piano del governo illustrato da Giorgia Meloni

Il caro energia resta uno dei principali ostacoli strutturali allo sviluppo dell’economia italiana. Ospite del programma “Porta a Porta”, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha analizzato l’impatto dei costi energetici su famiglie e imprese, delineando le linee d’azione strategiche dell’esecutivo. Per contenere gli aumenti nell’ultimo quadriennio, la premier ha ricordato le risorse mobilitate dal governo: “60 miliardi è stata la spesa complessiva negli ultimi quattro anni per cercare di calmierare le bollette delle famiglie e delle imprese”.

Zes unica: semplificazioni burocratiche per sostenere le imprese

Un altro passaggio chiave dell’intervista ha riguardato l’ipotesi di estendere il modello della Zes unica a livello nazionale. La presidente del Consiglio ha spiegato come l’estensione di questo strumento presenti complessità sul piano operativo, sottolineando al contempo la priorità dell’esecutivo: il taglio dei tempi e la riduzione della burocrazia.

“C’è ovviamente anche la questione dei crediti d’imposta, ma quello che io considero più importante di tutto è come semplificare per un’azienda che chiede l’autorizzazione e che vuole investire, creare ricchezza e creare posti di lavoro”, ha evidenziato Meloni. Il provvedimento per estendere le semplificazioni amministrative si trova in fase avanzata e potrebbe approdare presto sul tavolo di uno dei prossimi Consigli dei ministri, forte di una sostanziale convergenza politica.

Estrarre le risorse nazionali per l’autonomia energetica

Sempre in ambito energetico, la premier ha difeso la scelta di incrementare la produzione interna di idrocarburi come tassello della strategia per la sicurezza e la diversificazione del mix energetico.

“Abbiamo accelerato anche per l’estrazione del petrolio italiano perché noi lo andiamo a comprare in giro per il mondo ma poi ce l’abbiamo nei nostri mari”, ha sottolineato Meloni, posizionando la misura accanto agli interventi nel settore delle fonti rinnovabili e al percorso avviato per il nucleare.

Confermata la detassazione degli aumenti salariali

Sul fronte del lavoro e dei redditi, la presidente del Consiglio ha rivendicato l’efficacia della riduzione al 5% dell’aliquota sugli aumenti previsti dai rinnovi contrattuali nel settore privato, confermandone il rifinanziamento nella manovra economica.

“Dagli studi che ha il ministero del Lavoro, la misura ha riguardato oltre 4 milioni di lavoratori che hanno avuto un aumento grazie a questa misura”, ha affermato la premier, aggiungendo che “piano piano stiamo recuperando con i salari”.

Integrazione scolastica e concentrazione degli alunni stranieri

Spazio anche al dibattito sull’organizzazione del sistema scolastico e sulla distribuzione degli studenti stranieri all’interno dei plessi. Meloni ha ribadito come l’impostazione volta a evitare un’eccessiva concentrazione nelle medesime classi rappresenti una scelta funzionale alla didattica e all’integrazione.

Richiamando i precedenti storici sulla materia, la premier ha ricordato le direttive introdotte quando l’incarico di ministro dell’Istruzione era ricoperto da Sergio Mattarella, evidenziando come già a quell’epoca venissero fornite indicazioni precise per prevenire squilibri nell’inclusione scolastica.

Le sfide strutturali dell’economia italiana

In conclusione dell’intervento dedicato ai temi economici, la capo del governo ha ribadito la necessità di intervenire sui limiti strutturali che storicamente frenano la crescita del PIL.

“C’è una bassa produttività che è dovuta intanto alla natura del nostro tessuto produttivo, e da una difficoltà, o comunque da investimenti sull’innovazione, sul capitale umano che non sono sufficienti”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, riaffermando l’impegno dell’esecutivo nel gestire il dossier dell’energia come una priorità complessa ma ineludibile per il futuro economico del Paese.