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Misure contro il caro carburanti: dopo Eni interviene anche Socar sulla rete Ip

Il gruppo energetico azero Socar ha annunciato l’intenzione di calmierare i prezzi di benzina e gasolio erogati dalla propria controllata Italiana Petroli (Ip). La decisione segna un passo concreto per contenere i rincari alla pompa e arriva a seguito del completamento dell’acquisizione di Italiana Petroli da Api Holding, operazione finalizzata lo scorso 8 maggio.

Con questo provvedimento, la compagnia statale dell’Azerbaijan intende «rafforzare il proprio impegno nei confronti dell’Italia», definendo un limite ai prezzi finali di vendita dei carburanti lungo tutta la filiera distributiva. La misura risponde direttamente all’appello rivolto dal Governo alle imprese del settore per mitigare l’impatto dei costi su famiglie e comparti produttivi, provati da oltre sei mesi di tensioni sui listini legate alla crisi geopolitica e alle disfunzioni delle catene di approvvigionamento globali.

Applicazione progressiva e tutela degli operatori

L’introduzione del tetto tariffario avverrà gradualmente partendo dai punti vendita a marchio Ip. A differenza di altre iniziative del settore, non sarà stabilito un unico prezzo massimo standardizzato per l’intera penisola. La società ha precisato che «il valore dei prezzi verrà stabilito in base alle diverse esigenze per garantire la sopravvivenza della filiera, costituita da migliaia di operatori».

Il meccanismo mira a salvaguardare la rete dei distributori e i partner commerciali, garantendo sostenibilità economica e trasparenza gestionale. Contemporaneamente, il gruppo sta valutando i presupposti tecnici per estendere la misura anche ai punti vendita a marchio Esso e agli operatori indipendenti che si riforniscono da Ip per la successiva distribuzione sul territorio.

I tetti previsti da Eni e la pressione sui listini

La mossa di Socar segue la decisione già ufficializzata da Eni, che ha predisposto un tetto massimo fissato a 2,19 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina. Tali interventi si inseriscono in un quadro di forte tensione sui prezzi di vendita praticati alla pompa.

Gli ultimi rilevamenti dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy evidenziano media nazionali in modalità self service pari a 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il diesel, con picchi che sulla rete autostradale raggiungono rispettivamente 2,254 e 2,459 euro al litro.

Tensioni di categoria e stato di agitazione nei trasporti

L’escalation dei costi del carburante sta provocando crescenti disagi nelle categorie economiche direttamente interessate dalle spese di trasporto. Alle iniziative del settore autotrasporto si affiancano le prese di posizione dei rappresentanti del servizio taxi, pronti a proclamare lo sciopero in assenza di interventi strutturali.

«Attendiamo risposte dal governo e dai Comuni. Se ci saranno le valuteremo, ma se non ci convocano siamo costretti a fermarci. Senza risposte l’unica alternativa è lo sciopero». — Lorenzo Bittarelli, Presidente di itTaxi

Tra le misure sollecitate dai rappresentanti di categoria rientrano un taglio straordinario delle accise e il potenziamento del credito d’imposta per la trazione professionale. Anche Federtaxi Cisal ha confermato l’invio di un sollecito formale alle istituzioni per sbloccare i decreti attuativi del settore e predisporre azioni di contenimento della spesa energetica, preannunciando il ricorso a mobilitazioni di piazza in caso di mancato riscontro.