Un confronto ricco di spunti e aperto a un’ampia visione sulle dinamiche del Paese ha caratterizzato la serata del 28 settembre al Museo del Presente, dove si è tenuto un dibattito a partire dall’ultimo saggio di Antonio Polito, La Costituzione non è di sinistra. L’incontro ha visto come protagonista l’Onorevole Sandro Principe, Sindaco di Rende, ed è rientrato nel programma ufficiale della sessantunesima edizione del Settembre Rendese.
L’appuntamento ha trasformato la manifestazione cittadina in una preziosa occasione di analisi e approfondimento, mettendo al centro temi complessi come il ruolo delle istituzioni, la crisi del centrosinistra, le trasformazioni del mercato del lavoro e la complessa congiuntura internazionale.
Trasformazioni economiche, sviluppo locale e la sfida dell’alta formazione
Ad aprire il dibattito è stato il Sindaco Sandro Principe, che ha rivolto un apprezzamento a un recente articolo di Federico Fubini, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, dedicato all’inversione delle nuove delocalizzazioni nei settori ad alta innovazione.
Focalizzandosi sulla realtà produttiva calabrese, il Primo Cittadino ha chiarito come le aziende del settore impieghino numerosi ingegneri qualificati con retribuzioni conformi ai contratti collettivi nazionali, ma spesso impari rispetto al costo della vita delle grandi metropoli del Nord. In questo scenario, Rende rappresenta un modello virtuoso: con una popolazione residente di circa 37.000 abitanti e la presenza di un numero analogo di studenti universitari, la città gestisce un bacino reale di utenza ben più ampio. Grazie all’area industriale della zona e ai lavoratori fuori sede, i servizi comunali vengono erogati quotidianamente a un bacino stimato di circa 100.000 persone.
Inoltre, il Sindaco ha richiamato il ruolo strategico dell’Università della Calabria nella formazione di ingegneri informatici e specialisti nelle tecnologie dell’intelligenza artificiale: un contributo significativo che testimonia l’impegno attivo del Mezzogiorno nel recuperare il divario tecnologico che separa l’Europa dalle grandi potenze internazionali.
Il senso della Costituzione e la radicalizzazione dello scontro politico
Il volume di Antonio Polito ha offerto terreno fertile per un esame critico del valore originario della Carta fondamentale e dell’evoluzione del sistema politico. Polito ha evidenziato come la Costituzione, frutto del lavoro comune di tutte le forze antifasciste, sia nel tempo divenuta un riferimento monopolizzato che finisce per alimentare continue contrapposizioni. La tendenza a considerarla una riserva di parte e le reciproche delegittimazioni hanno progressivamente favorito la polarizzazione della politica italiana, producendo un’instabilità sistemica e un continuo alternarsi di consensi elettorali effimeri.
Sul fronte delle radici storiche, l’Onorevole Principe ha sottolineato il contributo fondamentale offerto dalla Democrazia Cristiana e dal Partito Socialista Italiano nell’elaborazione dei principi sociali della Carta. Ha ricordato in particolare la figura di Amintore Fanfani per le sue avanzate impostazioni programmatiche in campo economico e il ruolo decisivo di Pietro Nenni come ministro per la Costituente.
Il dibattito ha quindi toccato questioni di stretta attualità economica e istituzionale, a partire dall’equità fiscale: Principe si è interrogato sulla mancata attuazione di riforme capaci di ridurre le disparità redistributive tra lavoratori dipendenti e titolari di partita IVA. Analogamente, il Primo Cittadino ha espresso forte perplessità verso gli attuali meccanismi elettorali, auspicando interventi fermi a tutela della rappresentatività e del dettato costituzionale.
Gli equilibri internazionali e la nuova identità del Settembre Rendese
Ampio spazio è stato riservato nella parte finale alla politica estera e alla complessità degli scenari globali. Rispetto alle analisi sulle dinamiche del conflitto ucraino illustrate da Polito, Principe ha offerto una prospettiva incentrata sui grandi equilibri geopolitici, rimarcando come la gestione delle crisi internazionali richieda un’autonomia strategica da parte dell’Unione Europea per evitare marginalizzazioni economiche e diplomatiche nello scacchiere mondiale.
L’evento ha confermato come la sessantunesima edizione del Settembre Rendese affianchi alle tradizionali proposte culturali e di spettacolo una solida dimensione di dibattito pubblico, riaffermando il valore della riflessione comunitaria sui grandi temi del presente.



