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Protesta degli agricoltori a Pizzo, Baldino (M5S): “Un grido d’allarme, il Governo intervenga subito”

La mobilitazione dei lavoratori della terra e degli allevatori calabresi, confluita con centinaia di mezzi allo svincolo autostradale di Pizzo, riaccende i riflettori sulla crisi profonda del comparto primario. Una situazione di forte tensione socioeconomica su cui è intervenuta ufficialmente la vicepresidente del Movimento 5 Stelle, Vittoria Baldino, definendo l’azione dei produttori un segnale d’emergenza che l’esecutivo non può più ignorare.

Le ragioni del disagio e il rischio per i territori

Il tentativo di blocco della rete viaria principale evidenzia un livello di saturazione raggiunto da chi opera nel settore alimentare e nella tutela del territorio. Alla base delle contestazioni vi sono rincari ormai insostenibili, prima tra tutti la crescita esponenziale del costo del gasolio, che riduce al minimo i margini di profitto per le aziende familiari e gli allevamenti locali.

“Quando chi produce ciò di cui ci nutriamo, custodisce i territori in cui viviamo e tiene in vita intere aree interne arriva a tentare di bloccare un’autostrada significa che chi governa ha già perso troppo tempo”, dichiara la deputata pentastellata. Secondo l’esponente parlamentare, la protesta travalica le rivendicazioni corporative per investire la tenuta stessa delle comunità locali. “Il Governo ascolti questa rabbia prima che diventi disperazione”, aggiunge la rappresentante parlamentare.

Le proposte economiche e la tutela della filiera

Tra le misure sollecitate dalla vicepresidente M5S spicca la tassazione degli utili straordinari accumulati dalle compagnie energetiche e petrolifere, risorsa da destinare alla riduzione stabile dei prezzi dei carburanti al consumo. Viene inoltrata la richiesta di fissare un tetto strutturale ai prezzi stabilito per legge, prendendo a modello quanto già attuato in altri Paesi dell’Unione Europea, superando la logica dei ribassi autonomamente decisi dai singoli marchi distributori.

L’intervento richiesto riguarda anche la protezione del reddito agricolo, da attuare attraverso il contrasto fermo alle pratiche commerciali sleali e l’intensificazione dei controlli lungo tutta la catena distributiva. L’obiettivo indicato è evitare che il valore del lavoro sul campo venga compresso dalle speculazioni finanziarie, dalle importazioni prive del rispetto delle clausole di reciprocità e dalle condizioni imposte dalla grande distribuzione organizzata.

L’appello alle istituzioni

L’analisi del Movimento 5 Stelle attribuisce un ruolo strategico all’agricoltura e all’allevamento, considerati presidi fondamentali contro lo spopolamento delle aree interne e strumenti primari di sicurezza idrogeologica.

Nel riaffermare il proprio sostegno alla mobilitazione, l’esponente politica esprime l’auspicio che ogni manifestazione continui a svolgersi in modo pacifico, chiedendo contestualmente che la risposta delle istituzioni non si limiti alla sola gestione dell’ordine pubblico ma si traduca in provvedimenti concreti a tutela del lavoro e della dignità dei produttori.