Si è concluso al Valentianum di Vibo Valentia il Festival del Sud – Valentia in Festa con un evento da tutto esaurito, caratterizzato dalla presenza di figure di primo piano del panorama pubblico e giudiziario italiano. Tra loro il Procuratore capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri, e il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. L’incontro ha offerto l’occasione per presentare le rispettive novità editoriali: Conte ha illustrato il suo volume “Una nuova primavera. La mia storia, i nostri valori, la sfida progressista per l’Italia”, mentre Gratteri si è focalizzato sul suo ultimo libro “Come radici. Una storia sulle seconde possibilità”.
Nel corso del suo intervento, condotto attraverso un’intervista con il giornalista Mimmo Famularo, Nicola Gratteri ha affrontato i temi caldi che stanno attraversando il Mezzogiorno, a partire dalle accese mobilitazioni del comparto agricolo e dei trasporti. Il magistrato ha definito tali manifestazioni come espressione di una protesta democratica e del tutto legittima, condotta secondo le corrette modalità del dissenso. Analizzando le motivazioni del disagio, Gratteri ha ricordato come l’impennata dei costi del gasolio agricolo, raddoppiati nell’arco di pochi mesi a fronte di ricavi invariati per gli ortaggi e gli agrumi, metta a serio rischio di perdita le imprese del settore, senza contare le incognite legate ai danni atmosferici. Per comprendere tali dinamiche occorre conoscere a fondo la realtà dell’agricoltura, che rappresenta la storia e la vita di intere famiglie da generazioni, e che richiede serenità oltre che passione.
Rispondendo ai dubbi sollevati sui media riguardo alle possibili infiltrazioni mafiose nei blocchi e nei presidi che hanno portato al rallentamento della circolazione e al conseguente svuotamento di scaffali e distributori, il Procuratore ha chiarito la propria posizione con grande fermezza. Pur specificando di non poter escludere a priori che singoli elementi legati alla ‘ndrangheta possano tentare di inserirsi nelle proteste per ostentare un ruolo di leadership — evenienza su cui vigilano costantemente le Procure e le forze dell’ordine —, Gratteri ha respinto categoricamente l’equazione secondo cui l’intera mobilitazione sia orchestrata dalle mafie.
Per spiegare il concetto, il magistrato ha proposto un parallelo con le manifestazioni studentesche a Milano, sottolineando che l’eventuale infiltrazione di un gruppo di delinquenti devastatori non trasforma l’intera comunità degli studenti in un’organizzazione criminale. Il Procuratore ha quindi invitato a evitare analisi superficiali e frettolose, sollecitando maggiore attenzione ed empatia verso i giovani e verso chi esprime un reale disagio sociale. Il diritto di manifestare pacificamente, ha ribadito, costituisce un pilastro fondamentale della democrazia che va garantito a tutti, a patto che non vengano danneggiati monumenti o messe a rischio le vite dei cittadini e degli operatori delle forze dell’ordine.
In conclusione del suo discorso, Gratteri ha rivolto un accorato appello alla comunità e ai cittadini della provincia di Vibo Valentia, invitandoli a guardare al futuro senza restare ancorati al passato o al solo ricordo delle grandi operazioni giudiziarie come Rinascita-Scott. La vera svolta sociale, secondo il Procuratore, risiede nel continuare a vivere quotidiana e collettivamente come se i condannati non potessero più condizionare la vita pubblica, dimostrando l’irrilevanza del potere criminale sul tessuto civile. Questo cambiamento profondo è tuttavia realizzabile soltanto attraverso un impegno corale e compatto, dove i singoli solisti lasciano il posto a una squadra unita e determinata.



