Un inquietante episodio si è verificato in Calabria, dove il coordinatore regionale di Gaia Animali & Ambiente Italia, Francesco Corrado, ha trovato un cranio di cane infilzato sulla punta del cancello della propria abitazione. Il fatto, scoperto nella mattinata di ieri, è stato immediatamente segnalato alle Forze dell’Ordine e ha portato alla presentazione di una denuncia formale.
Secondo quanto riferito dall’associazione, il ritrovamento non sarebbe un episodio casuale né un semplice gesto vandalico. Gaia interpreta infatti l’accaduto come una possibile intimidazione diretta nei confronti di Corrado, da anni impegnato nella tutela degli animali e nella lotta contro maltrattamenti, combattimenti clandestini e altre forme di violenza sugli animali.
Gaia: “Un gesto crudele e vigliacco”
In una nota ufficiale, l’associazione ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, definendo il gesto particolarmente significativo per il suo evidente valore simbolico.
“Usare il cranio di un cane ucciso per intimidire chi difende i cani è un atto di una crudeltà e di una vigliaccheria inaudite”, si legge nel comunicato diffuso dopo il ritrovamento.
Gaia ha inoltre annunciato di aver richiesto alle autorità competenti accertamenti approfonditi per verificare eventuali responsabilità penali, richiamando anche le ipotesi di minaccia aggravata e di uccisione di animali previste dall’articolo 544-bis del Codice Penale.
L’associazione ha espresso piena solidarietà al proprio coordinatore regionale, assicurando che l’episodio non fermerà le attività di tutela e protezione degli animali svolte sul territorio.
La solidarietà del consigliere regionale De Caprio
Sulla vicenda è intervenuto anche Antonio De Caprio, consigliere regionale di Forza Italia e segretario della Commissione consiliare contro la ‘ndrangheta.
De Caprio ha manifestato vicinanza a Francesco Corrado e a tutti i volontari di Gaia, definendo quanto accaduto un gesto vile che merita la massima attenzione. Il consigliere ha espresso fiducia nell’operato degli investigatori, auspicando che le indagini possano chiarire rapidamente la natura dell’episodio e individuare eventuali responsabili.
Nel suo intervento ha inoltre sottolineato il ruolo svolto dall’associazione nelle attività di contrasto al randagismo e nella sensibilizzazione sui diritti degli animali, temi particolarmente sentiti in molti territori della Calabria.
Accertamenti in corso
Al momento restano da chiarire numerosi aspetti della vicenda, a partire dalla provenienza del cranio e dalle circostanze che hanno portato al suo posizionamento davanti all’abitazione del coordinatore di Gaia.
Sarà l’attività investigativa delle autorità competenti a stabilire se il gesto sia effettivamente riconducibile a un’intimidazione legata all’impegno associativo di Corrado o se vi siano altre motivazioni. La denuncia presentata rappresenta il primo passo di un’indagine che punta a fare piena luce su un episodio che ha suscitato forte allarme e indignazione nel mondo dell’associazionismo animalista.



