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Fortunata di Dio incanta Catanzaro: lacrime e dieci minuti di applausi per il colossal su Natuzza Evolo

Una serata indimenticabile, intrisa di profonda emozione e spiritualità, ha segnato il debutto a Catanzaro di Fortunata di Dio – La storia di Natuzza Evolo, l’imponente kolossal teatrale dedicato alla vita della mistica di Paravati. Accolto da un Teatro Politeama gremito in ogni ordine di posto da spettatori giunti da ogni angolo della Calabria e dalle regioni vicine, lo spettacolo sulla donna proclamata dalla Chiesa Serva di Dio — e per la quale è in corso il processo di beatificazione — si è concluso con oltre dieci minuti di scroscianti applausi e una standing ovation corale.

Un’opera di straordinario impatto drammaturgico e visivo

L’opera, fortemente voluta e prodotta dal promoter Ruggero Pegna insieme al regista Andrea Ortis, che ne ha curato una drammaturgia di fortissimo impatto, restituisce un racconto appassionante, sincero e commovente di una meravigliosa storia di umanità e fede, incastonata nella realtà calabrese e nazionale. Ad impreziosire uno spettacolo affascinante e dal sapore storico contribuiscono le bellissime musiche originali del compositore Francesco Perri e un imponente allestimento scenotecnico. La produzione si avvale infatti delle scenografie mobili di Lele Moreschi e Filippo Iezzi, affiancate dai disegni luce, dalle proiezioni 3D e dagli effetti speciali firmati dal light-video designer Virginio Levrio.

La vita di una mamma umile tra prodigi e devozione

L’opera ha ottenuto il prestigioso patrocinio morale della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, presieduta da don Pasquale Barone, che ha realizzato a Paravati la Villa della Gioia per malati e anziani insieme all’imponente Santuario di cui è rettore Padre Michele Cordiano. Proprio la rievocazione dell’apparizione in cui la Madonna chiese alla Evolo la costruzione del Santuario rappresenta uno dei momenti da brividi dell’intero spettacolo, tradotto in arte teatrale attraverso una sequenza di effetti speciali capaci di incantare la platea. Ciò che rimane agli spettatori, devoti e non, è la storia di una mamma di cinque figli umile e analfabeta, nata nella povertà assoluta, a cui sono attribuiti la capacità di confortare milioni di persone e incredibili fenomeni sovrannaturali come bilocazioni, guarigioni, stigmate, emografie e dialoghi con figure sacre e angeli. L’iniziativa possiede inoltre un alto valore solidale, poiché gli utili del progetto saranno interamente devoluti alla Fondazione intitolata a Natuzza.

Interpretazioni magistrali e un affiatato lavoro di squadra

Il cast artistico, definito da Pegna come una vera e propria famiglia, si distingue per una prova recitativa eccezionale. L’attrice Annalisa Insardà regala un’interpretazione da dieci e lode nel ruolo di Natuzza, commovendo il pubblico per l’impressionante somiglianza nella figura, nelle movenze e persino nel particolare registro linguistico tra italiano e dialetto. Straordinarie anche le prove di Jacopo Siccardi nel ruolo di solido narratore, di Enrico Cava nei panni dell’inizialmente scettico don Marco, di Luca Attadia tra i ruoli di Domenico, del Frate e del Primo Prelato, e di Michele Radice nelle vesti del Professor Puca e del Secondo Prelato. Completano il cast con bravura ed eclettismo Valeria Zazzaretta e Antonello Angiolillo, affiancati da una squadra tecnica di prim’ordine guidata dalla costumista Angelina de Bari, dalla truccatrice Daiana Vassallo, dagli operatori Mattia Albanese e Yuri Rosselli, dai fonici Davide Florio e Francesco Malizia, dal direttore di palco Roberto Crognale e dalle assistenti Beatrice Frattini e Giusy Leone.

A coronare l’evento sono state le parole di Ruggero Pegna, legato alla mistica da importanti vicende personali, il quale ha ricordato come vi siano incontri capaci di segnare la vita e spingere a testimoniare i doni ricevuti, definendo Natuzza Evolo un dono prezioso per la Calabria e per il mondo intero, una madre spirituale sempre pronta ad accogliere e confortare chiunque bussi alla sua porta.