A illustrare le prime direttrici del progetto è stato Roberto Bartolomeo, commissario cittadino del partito. La sua analisi parte da una constatazione: Cosenza ha progressivamente smarrito centralità e visione, rischiando di diventare una periferia dell’area urbana. Bartolomeo ha riconosciuto l’importanza degli interventi che guardano verso nord, dallo svincolo autostradale all’ospedale di Rende, ma ha evidenziato la necessità di affiancare a questa prospettiva un progetto altrettanto ambizioso verso sud, capace di coinvolgere le Serre Cosentine e il Savuto.
Una città vissuta quotidianamente e che, secondo il commissario cittadino, mostra ancora evidenti condizioni di abbandono, nonostante i propositi di riqualificazione. Da qui il richiamo a una maggiore presenza degli amministratori e alla necessità di tornare a investire su una città che deve recuperare il ruolo e il prestigio di un tempo. «Questo è soltanto l’inizio di una discussione su Cosenza», ha precisato Bartolomeo, indicando nell’ascolto e nell’elaborazione programmatica i passaggi fondamentali dei prossimi mesi.
Più netta la lettura del segretario regionale Emilio De Bartolo, per il quale, la sfida di Cosenza assume un significato politico rilevante. Il giudizio sull’amministrazione guidata da Franz Caruso è severo: le divisioni interne alla maggioranza, il degrado urbano e l’assenza di una programmazione complessiva sarebbero il segnale di una gestione che si è accontentata di interventi occasionali, senza costruire una prospettiva per la città.
Il passaggio più ampio sul futuro politico e istituzionale della città è arrivato da Orlandino Greco, consigliere regionale e leader di Italia del Meridione. «Se oggi Bernardino Telesio si trovasse ad ascoltare il livello della politica che c’è a Cosenza, rimarrebbe inorridito», ha esordito, richiamando simbolicamente una delle figure più rappresentative della storia culturale cosentina.
Greco ha evidenziato la perdita di smalto della città e della sua capacità di alimentare appartenenza e identità territoriale. Sulla prossima competizione elettorale ha confermato l’orientamento del movimento: «La nostra candidatura sarà sicuramente nel centrodestra». Una scelta che, tuttavia, dovrà poggiare su una visione condivisa e su un progetto credibile. Vincere le elezioni, ha osservato, non basta se manca una programmazione capace di governare i processi di trasformazione.
Tra le priorità indicate c’è l’Unione dei Comuni, intesa come strumento concreto di gestione associata dei servizi e di miglioramento della qualità della vita. Cosenza, Rende e Castrolibero dovranno ragionare come parti di un’unica realtà, con una prospettiva di sviluppo che coinvolga anche l’area meridionale, le Serre Cosentine e il Savuto. Greco ha accolto positivamente il progetto del nuovo ospedale a Rende, ribadendo però che Cosenza deve conservare e rafforzare il proprio ruolo di centro nevralgico dell’area urbana, dentro una Calabria che il presidente Occhiuto sta cercando di ridisegnare.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche rappresentanti delle forze politiche del centrodestra: Franco Pichierri per Noi Moderati, Nicola Caruso per Fratelli d’Italia e Fulvio Campanaro per Sud chiama Nord.



