La Senatrice della Lega Tilde Minasi interviene con una nota ufficiale per fare chiarezza a seguito delle interpretazioni emerse dopo le sue recenti dichiarazioni sulla situazione finanziaria e gestionale della Reggina. La parlamentare reggina respinge con fermezza l’accusa di aver criticato i sostenitori amaranto, ribadendo come l’unico bersaglio delle sue esternazioni sia l’operato della giunta comunale guidata da Giuseppe Falcomatà.
Il chiarimento verso la tifoseria
Nelle sue parole, la Senatrice ha inteso sottolineare la totale estraneità della piazza e della Curva dalle vicende societarie e dalle recenti inchieste della Procura:
«Non ho mai nominato i tifosi, non ho mai fatto riferimento ai gruppi organizzati, né tantomeno la mia riflessione era diretta a chi vive la Curva e lo stadio con passione pura. Al contrario, considero da sempre la nostra tifoseria la prima, autentica parte lesa di tutta questa mortificante vicenda. I tifosi della Reggina fanno sacrifici veri da anni per seguire la maglia in tutta Italia e meritano soltanto rispetto e tutela».
La condanna politica alla gestione comunale
Fermo restando il principio di presunzione d’innocenza relativo alle indagini in corso sulla gestione societaria, il giudizio della rappresentante della Lega si sposta sul piano politico e morale nei confronti dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Giuseppe Falcomatà e dall’allora vicesindaco Paolo Brunetti.
Minasi evidenzia come l’operato della sinistra a palazzo San Giorgio negli ultimi 12 anni abbia segnato un bilancio negativo per il calcio cittadino:
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Tre fallimenti societari registrati nell’arco di dodici anni.
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Quattro campionati disputati nella categoria dei dilettanti.
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La scelta diretta, nell’estate del 2023, dell’assetto societario poi finito al centro delle recenti rilevazioni giudiziarie.
Le critiche alle scelte del 2023 e lo sguardo al futuro
La Senatrice evidenzia il divario tra i propositi di trasparenza sventolati all’epoca dell’assegnazione del titolo sportivo e quanto emerso dagli atti recenti:
«In quei mesi l’amministrazione comunale blaterava continuamente di ripartenza morale, garantendo ai cittadini e ai tifosi che quella scelta avrebbe portato legalità e trasparenza. Oggi, invece, le carte della Procura della Repubblica e le intercettazioni ci consegnano un quadro grottesco, a dir poco surreale. Questa è la verità politica che nessuno può cancellare».
La nota si conclude con un messaggio di auspicio per la piazza reggina, fiduciosa che la nuova compagine proprietaria possa finalmente garantire la stabilità gestionale e la trasparenza necessarie per riaccompagnare la squadra nelle categorie che le competono.



