HomeCostume & SocietàHalloween, dall’America in Calabria: storia, miti...

Halloween, dall’America in Calabria: storia, miti e tradizioni

di Anna Zupi
Dolcetto o scherzetto? La festa americana che da qualche anno ha preso piede anche in Italia, ma le sue origini sono molto antiche e le leggende cambiano di paese in paese.

In America e in alcuni Paesi anglosassoni si festeggia la vigilia di Ognissanti col nome di “Halloween”. In questa ricorrenza si allestiscono feste dove i partecipanti indossano maschere paurose : zombie, streghe, vampiri.  Questa usanza risale a secoli fa, quando le popolazioni celtiche occupavano il Nord Europa e si camuffavano per mimetizzarsi e sfuggire agli attacchi delle creature spettrali.

Gli abitanti dei villaggi d’Irlanda, Inghilterra e Scozia si rinchiudevano in casa spegnendo i focolari e abbassando le luci per rendere le loro abitazioni inospitali agli spiriti morti l’anno precedente che, si diceva sarebbero tornati in cerca di un nuovo corpo vivente da possedere: Halloween era allora una giornata dominata dal terrore.
Per i Celti del V secolo a.C. rappresentava la fine dell’estate e l’inizio ufficiale dell’anno nuovo.

La tradizione americana invece, vede il trentuno ottobre i bambini fare il giro del vicinato per ottenere dolci con lo slogan “ trick or treat” (dolcetto o scherzetto) basato su una tradizione cristiana secondo cui chi desiderava accelerare il viaggio verso il paradiso dei parenti morti barattava un dolce con le preghiere che altri si impegnavano a dire. Si credeva infatti che senza orazioni le anime permanessero nel limbo per molto tempo.

Il simbolo di Halloween è la zucca illuminata internamente da una candela; questa è riconducibile a una leggenda irlandese che racconta di un famoso ubriacone conosciuto come Jack. La leggenda narra che lui indusse Satana ad arrampicarsi su un albero e poi velocemente intagliò nel tronco l’immagine di una croce, intrappolandolo e promettendogli la libertà a patto di non essere più tentato. Jack morì e fu condannato a vagare per le tenebre con la sola luce di un tizzone ardente a causa di una macabra vendetta lanciatagli da Satana il quale gli scavò il volto. Il popolo irlandese per scacciare Jack e ogni tipo di sua apparizione, gli accendevano una candela in una rapa.

Dalla rapa i primi colonizzatori americani passarono alla zucca. Da qui si spiega il significato della “lanterna di Halloween“. Da non dimenticare che gli ortaggi svuotati sono sempre stati il classico contenitore delle offerte di cibo ai morti. Questo rituale allietava l’esistenza ultraterrena dei trapassati e ne scoraggiava la ricomparsa.

In Calabria la commemorazione dei defunti ci regala tantissime usanze tra cui quella di “lu coccalu di li muorti” particolarmente radicata a Serra San Bruno, nel Vibonese.

Si tratta di un’usanza antica, animata dai bambini e ragazzini che con un teschio intagliato sul guscio della zucca bussavano casa per casa per domandare un’offerta per l’anima dei morti, chiedendo: ”Mi pagate il coccalu? “(mi paghi il teschio?).

A Filadelfia (VV) anticamente vi era una tradizione originale detta “notte dei monaceidi” (spiriti dispettosi ma buoni). Si faceva passeggiare per il paese un fantoccio di stoffa con la forma di un cammello animato da due persone. Questo ha il compito di far divertire adulti e bambini. La tradizione, recentemente riportata in vita, chiamata la “comparsa del cammello” ha delle origini antiche e un significato profondo che risale alla liberazione di questi luoghi dagli arabi-musulmani.