È iniziata la partita Cosenza – Ascoli, ma al “San Vito/Marulla” non si respira la solita aria. Una contestazione annunciata nella giornata di ieri dal gruppo “Anni Ottanta” – che occupa i gradoni della Curva Nord – e dagli “Ultrà Cosenza 1978” della Curva Sud.
Un silenzio surreale – considerata la presenza degli spettatori sugli spalti – quello che accompagna i tatticismi e le giocate in campo; un ulteriore segno di protesta della tifoseria, questa volta per “Una multa notificata ad uno dei nostri lanciacori (Curva Nord n.d.r.) per aver osato intonare un coro offensivo, accompagnata da minacce di DASPO” vista dal tifo cosentino come un ulteriore affronto da parte della società rossoblù additata di aver “chiuso la bocca ai tifosi ed agli ultras che lo contestano”.
Il comunicato degli “ANNI OTTANTA” Curva Nord
“Pensavamo potesse esserci un limite alla vergogna di questa società e questo presidente che da anni mortificano tutta la tifoseria cosentina, ma evidentemente ci sbagliavamo.
Non bastava l’ennesimo campionato pietoso, con una squadra messa in piedi ancora una volta con i saldi di fine mercato che sta sprofondando sempre più in fondo alla classifica, come ampiamente prevedibile. Adesso il presidentissimo Guarascio ha deciso anche di chiudere la bocca ai tifosi e agli ultras che lo contestano. Una multa è stata notificata ad uno dei nostri lanciacori per aver osato intonare un coro offensivo, accompagnata da minacce di DASPO.
Del resto, l’imprenditore lametino non è nuovo a gesti di questo tipo: già qualche anno fa aveva applicato il cosiddetto “daspo societario” ad un tifoso ultrasessantenne che aveva osato contestarlo nella tribuna centrale. Sappiano, però, il presidente e i solerti tutori dell’ordine che non sarà certo una multa o la minaccia di qualche DASPO a fermare la nostra protesta contro questa ridicola società. Come sempre successo nella storia, anche calcistica, di questa città, la limitazione della libertà d’espressione e di dissenso si trasformerà in un boomerang verso chi la invoca e chi la applica. Con buona pace per la corte di lecchini del padrone che per un accredito o qualche notizia di calciomercato in anteprima ha venduto anche la dignità.
Domani, in occasione della partita contro l’Ascoli, saremo presenti come sempre sui gradoni della Curva Nord “Catena”, ma staremo in silenzio per i primi 15 minuti. Un silenzio assordante, che serva a far riflettere su quale sarebbe l’atmosfera nel nostro stadio senza la spinta e la passione del suo pubblico. Dopodiché inizieremo a tifare per i nostri colori, a sostenere la squadra e a contestare questa società, come abbiamo sempre fatto in questi anni e come faremo fino a quando avremo fiato in gola. Se ne faccia una ragione, caro presidente…
IL COSENZA È DEL SUO POPOLO… GUARASCIO VATTENE!”.
Il supporto della Curva Sud
Anche la Curva Sud ha “alzato la voce” contro il presidente Guarascio unendosi al rumoroso silenzio di protesta nel primo quarto d’ora di partita per mostrare tutto il dissenso contro la società per aver “applicato multe e minacciato altri daspo verso chi esprime il proprio dissenso”.
“Sono ormai anni che la società del Cosenza Calcio, guidata dal suo presidente, assume atteggiamenti imbarazzanti. Ciò che non si può tollerare assolutamente è la limitazione della libertà di espressione. Se ad ogni stagione assistiamo sempre allo stesso scempio è più che legittimo contestare. Già diverso tempo fa il presidente Guarascio e la società avevano applicato il daspo societario ad un tifoso sessantenne “reo” di aver alzato la voce. Adesso vengono applicate multe e minacciati altri daspo verso chi esprime il proprio dissenso. Indipendentemente dal settore in cui vengono applicati questi provvedimenti assurdi rappresentano una minaccia per chiunque occupi i gradoni del Marulla. E per questo che tutto il popolo rossoblù deve dare un segnale unito e compatto. Invitiamo tutti coloro i quali prendono posto in Curva Sud a restare in silenzio per i primi 15 minuti della partita. Che Guarascio, la società e la questura si mettano bene in testa che non possono assumersi il diritto di mettere i piedi sulla testa di nessuno. Non sono loro i proprietari del Cosenza, ma il Cosenza è della sua gente e del suo popolo e la libertà di espressione non deve essere toccata!
Ultra Cosenza 1978 Curva Sud”



