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Arriva la magica notte dell’Epifania che in Calabria fa parlare gli animali

Un antico proverbio, diffuso soprattutto nel Sud Italia, (“La Notte della Befana nella stalla parla l’asino, il bove e la cavalla”) sostiene che gli animali possano parlare tra il 5 e il 6 gennaio, raccontando del modo in cui sono trattati dai padroni.

La tradizione vuole che, nel caso ci sia stata una mancanza di clemenza da parte dei padroni nei confronti dei loro compagni animali, questi abbiano la possibilità di maledire la famiglia facendo accadere misteriose disgrazie. Per scongiurare il problema, la sera della vigilia, bisognava riservare loro parole gentili e farli mangiare in abbondanza nutrendoli con 13 tipi di alimenti, come la notte di Natale.

L’importante – sostiene ancora la tradizione – è che nessun orecchio umano ascolti le parole degli animali.

Una leggenda molto nota in Calabria racconta di un contadino cosentino, non molto attento al benessere dei propri buoi, che li lasciò a digiuno proprio la notte dell’Epifania, nascondendosi nel fienile per sentire quanto avevano da dire.

Puntuali, a mezzanotte i buoi si misero a parlare e dissero che il loro padrone il giorno dopo sarebbe stato “un uomo morto sopra e sotto il carro”. Il contadino non ne capì il significato fino al giorno seguente quando spronò le bestie affamate e queste, imbizzarrite, fecero rivoltare il carro, schiacciandolo e uccidendolo. Portato al cimitero sullo stesso carro, si compì così la profezia.

Mito o leggenda che sia, si tratta di un’antica tradizione contadina che ci lascia una morale: trattare male gli animali che vivono con noi, non può portare a nulla di buono.