Unica nel suo genere, la soppressata calabrese dolce o piccante è una bontà. Oggi Piero Cantore Il gastronomo con il baffo ci descrive la sua degustazione di quella che appartiene ad uno dei salumi tipici della nostra regione più pregiati e ricercati.
“Ritengo che la soppressata sia il modo ideale per iniziare un pranzo o una cena. Molti pensano non sia un alimento sano perché grasso, ma dovete sapere che il grasso del suino nero di Calabria e ricco di omega 3 ed omega 6 grassi saturi che consumati nelle quantità giuste fanno meno male al colesterolo.
Tante le specialità proposte in Calabria e tutte squisite. Io ho assaporato quella prodotta dall’azienda Agricola Atena di San Demetrio Corone, nella quale si utilizza solo carne proveniente dal loro allevamento. Ciò garantisce un livello di qualità elevato, oltre che un gusto unico, intenso e particolare.
Passo all’analisi sensoriale: alla vista la soppressata non presenta macchie esterne sul budello e non sono presenti muffe, proprio come dev’essere una soppressata che si rispetti!
La fetta si presenta compatta, abbastanza untuosa e con il giusto rapporto carne magra e grassa. Il grasso ha un bel colore bianco e la carne un bel colore vivo sinonimo di un’ottima stagionatura.
Prima di passare però alla degustazione voglio darvi un piccolo consiglio: se avete deciso di consumare insaccati sotto vuoto, prima di passare alla fase della degustazione aprite la confezione con qualche ora di anticipo in modo da ossigenarla a sufficienza.
Passo poi alla fase più piacevole, la degustazione. Il primo aspetto che considero è la masticazione, ed in questo caso la sua consistenza è perfetta. Ottima la sua untuosità, ma la cosa che mi ha colpito è la sua intensità aromatica.
In bocca il suo sapore è eccellente, prelibato. Io preferisco quella con il pepe nero, ma la cosa che mi inebria e il suo fantastico profumo.
Il gusto è più deciso rispetto a quello della soppressata di suino bianco.
E’ squisita a fette non troppo sottili, infatti preferisco tagliarla con il coltello. E se poi la accompagniamo con pane caldo e bello croccante, il connubio è straordinario.
Se si volesse utilizzare la soppressata come ripieno, per esempio per gli involtini, è sicuramente preferibile tagliarla con l’affettatrice.
Vi ricordo, che come sempre, potete interagire con me sulla pagina Facebook Piero Cantore.”



