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Viaggio nella Calabria rupestre: Pietrapaola e le sue grotte basiliane – FOTO

Le grotte di Pietrapaola sono un tesoro nascosto della Calabria, una regione ricca di storia, cultura e natura.

Si tratta di antiche cavità scavate nella roccia da monaci basiliani e abitanti del luogo, che testimoniano una civiltà rupestre millenaria e misteriosa.

Le grotte di Pietrapaola si trovano nella rupe detta del Salvatore e nella Timpa del Castello, un massiccio bastione arenitico che sovrasta il borgo. Le grotte sono state scavate a partire dal VI-VII secolo dai monaci calabro-greci, che cercavano rifugio e isolamento dalla persecuzione iconoclasta dell’impero bizantino.

Grotta del Principe
Grotta del Principe – Ph fondoambiente.it

I monaci praticavano una vita ascetica e contemplativa, dedicandosi alla preghiera e alla scrittura di codici miniati. Le grotte erano dotate di nicchie per riporre oggetti sacri e fori per appoggiare ripiani lignei. Alcune grotte erano anche decorate con affreschi bizantini, oggi purtroppo scomparsi o deteriorati.

Le grotte basiliane di Pietrapaola sono tra le più numerose e meglio conservate della Calabria, e rappresentano un patrimonio culturale e religioso di grande valore. Alcune grotte sono ancora visitabili, mentre altre sono state adibite a stalle o cantine dai locali.

La più famosa è la Grotta del Principe, scavata a 30 metri di altezza dal piano stradale, che secondo la leggenda ospitò il principe normanno Ruggero II durante la sua campagna militare in Calabria.

Grotta del Principe
Grotta del Principe – Ph. © Andrea Martini di Cigala

Le grotte di Pietrapaola sono una meta imperdibile per chi vuole scoprire una Calabria diversa, fatta di storia, cultura e natura. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato e dove si respira un’atmosfera magica e misteriosa.