L’11 novembre si celebra San Martino, il santo che donò il suo mantello ad un povero e che divenne il protettore dei cornuti. Ma perché questa associazione tra il vescovo di Tours e i traditi in amore? Quali sono le leggende e le storie che si nascondono dietro questa ricorrenza?
Chi era San Martino
San Martino nacque nel IV secolo in Pannonia, l’attuale Ungheria, da una famiglia pagana. Si arruolò nell’esercito romano e si convertì al cristianesimo dopo aver incontrato un mendicante al quale diede metà del suo mantello. La notte seguente, sognò Gesù che gli restituiva il mantello intero e lo ringraziava per la sua carità. Da allora, si dedicò alla vita religiosa e divenne vescovo di Tours, in Francia. Morì il 8 novembre e fu sepolto l’11 novembre, giorno in cui si commemora la sua festa.
Perché San Martino è il patrono dei cornuti
Esistono diverse teorie che spiegano il legame tra San Martino e i cornuti, ovvero le persone tradite dal proprio partner. Alcune sono più storiche, altre più leggendarie, ma tutte hanno un fondo di curiosità e ironia.
- Una teoria sostiene che l’11 novembre coincidesse con le fiere del bestiame, dove si vendevano e compravano animali con le corna, come buoi, capre e cervi. Gli allevatori, impegnati nelle trattative, lasciavano le mogli sole a casa, che ne approfittavano per concedersi a qualche amante. Inoltre, si diceva che i mariti cornuti fossero presi in giro e inseguiti come cervi durante le feste pagane.
- Un’altra teoria afferma che l’11 novembre fosse l’ultimo giorno di un periodo di 12 giorni di festeggiamenti pagani, chiamati Saturnali, in cui si praticava l’adulterio senza freni. Questa usanza si sarebbe poi trasformata in una sorta di gioco, in cui i cornuti erano riconosciuti e scherniti dagli altri. San Martino, con la sua bontà, avrebbe preso sotto la sua protezione questi sfortunati in amore.
- Una teoria più semplice e visiva si basa sul fatto che l’11 novembre si scrive 11/11, una data che ricorda due paia di corna. Questo simbolo sarebbe stato usato per indicare i cornuti, come faceva il famoso Mago Oronzo di “Mai dire gol”, con la sola imposizione delle mani.
- Una teoria più fantasiosa e meno accreditata racconta che San Martino avesse una sorella molto bella e libertina, che attirava le attenzioni di molti uomini. Per salvarla dalla tentazione, San Martino la portava sempre con sé sulle spalle, ma lei riusciva a scappare e a tradire il fratello con vari amanti. Questo episodio avrebbe reso San Martino un cornuto e un simbolo di compassione per i traditi.
Come si festeggia San Martino
Oltre alla festa dei cornuti, San Martino è anche la festa del vino novello, che si beve in abbondanza in questo giorno. Si dice infatti che “a San Martino ogni mosto diventa vino”. Inoltre, si consumano dolci tipici, come le castagnole, i biscotti di San Martino, le frittelle di mele e le zeppole. In alcune regioni, si accendono dei falò per riscaldarsi e per ricordare il fuoco che San Martino accese per il mendicante. Infine, si spera che arrivi l’estate di San Martino, ovvero un breve periodo di bel tempo e temperature miti, che secondo la tradizione dura tre giorni, dal 10 al 12 novembre.



