Nella chiesa madre di Santa Maria Cattolica Maggiore, a Cortale, nella Diocesi di Lamezia Terme, si può ammirare un presepe particolare, che vuole essere un messaggio di pace tra le macerie.
Si tratta di una rappresentazione della Natività ambientata in un contesto di guerra, dove Maria e Giuseppe, vestiti con giacche militari, vegliano il bambino Gesù tra le rovine di una città. Sullo sfondo, la parola pace scritta in tutte le lingue del mondo, con una colomba che porta nel becco il ramoscello della pace, mentre indossa un giubbotto antiproiettile.
Accanto al presepe, una grata in legno riporta un passo della Lettera di Paolo agli Efesini: “Egli, infatti, è la nostra pace colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne”. Sull’altro lato, invece, si legge “Welcome to Palestine. Welcome to Bethlehem”, con il riferimento al conflitto israelo-palestinese e al luogo di nascita di Gesù.
L’idea di questo presepe è nata dal giovane parroco, don Luca Gigliotti, che è anche direttore dell’Ufficio di Pastorale giovanile della Diocesi. Don Luca ha voluto sensibilizzare i fedeli sui conflitti che affliggono il mondo, ricordando che quelle terre sono la nostra terra, e che quelle sono le storie dei nostri fratelli e delle nostre sorelle.
Il presepe di quest’anno è un invito a pregare per la pace, a cercare la riconciliazione, a sperare che tra le macerie possa nascere il Principe della pace. Don Luca si ispira alla riflessione di papa Francesco, che ha definito l’audacia della pace come la profezia richiesta a quanti hanno in mano le sorti dei Paesi in guerra, alla Comunità internazionale, a tutti noi, specie agli uomini e alle donne credenti, perché diano voce al pianto delle madri e dei padri, allo strazio dei caduti, all’inutilità delle distruzioni, denunciando la pazzia della guerra. Don Luca ricorda anche la sollecitazione di don Tonino Bello: “In piedi costruttori di pace”.
Il presepe di Cortale è stato realizzato con il contributo dei giovani dell’Oratorio e dei volontari della Caritas parrocchiale, ed è visitabile fino al 6 gennaio. Si tratta di una tradizione che si rinnova da alcuni anni, con il presepe che cambia ogni volta ambientazione e tema, per riflettere sulla spiritualità e sull’attualità.
Il presepe di Cortale è una testimonianza di fede e di impegno sociale, che vuole trasmettere un messaggio di speranza e di amore in un mondo segnato dalla violenza e dall’odio.



