Tramandare le tradizioni calabresi, fare musica e farla insieme. Da questo obiettivo nasce l’idea di un gruppo di ragazzi, dai 17 ai 25 anni, di dare vita a “I Son’abballu”.
L’avventura dei giovani, legati da una profonda amicizia, è nata più di un anno fa. Loro sono Riccardo Demasi, chitarrista e voce solista (da Monasterace); Vincenzo Valilà, chitarrista (da Riace); Bruno Felice Ollio, voce solista (da Gioiosa Jonica); Damiano Nisticò, percussionista (da Riace); e Giovanni Rispoli, organettista (da Riace).
Iniziano a suonare durante feste private, fino ad arrivare, grazie al talento ed alla passione che li contraddistingue, ad essere contattati per allietare serate in piazza e sagre di paese come al Festival della Vendemmia a Guardavalle, alla Festa della Birra a Bivongi, o ancora la festa di San Martino a Placanica ed Ardore, riuscendo a coinvolgere ed entusiasmare sia giovani che anziani tanto da essere seguiti ed ascoltati assiduamente con entusiasmo.
Solo qualche giorno fa la pubblicazione online sui canali Youtube e Spotify del loro primo brano inedito “Fijji i sta terra”. Già dalle prime strofe si può comprendere il loro amore per la Calabria, terra splendida di sole e di mare. “Mi ricordu u primu jornu, lu mari chi brillava, o chi bellu ricordu, lu suli luccicava”.
Il brano è il racconto di una coppia innamorata, in cui lei vuol cercare fortuna altrove, ma lui non riesce ad abbandonare la sua terra, alla quale è tanto legato: “Sta catina chi mi liga alla terra di Calabria”. Una canzone d’amore e di attaccamento alla terra amata, una terra in cui rimangono vivi e vengono tramandati usi e costumi, e la tarantella rimane musica intramontabile, che unisce Nord e Sud, e che diventa sempre più popolare a livello anche internazionale.
“Dopo la produzione e la pubblicazione del nostro primo singolo – fanno sapere I Son’abballu – siamo pronti ed ancor più stimolati a pubblicarne dei nuovi con maggiore consapevolezza e conoscenza e, naturalmente, con la speranza che possano piacere a chi li ascolta”.



