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Sanremo, domina il total black. Geolier conquista il pubblico

Altra serata all’insegna del total black quella di ieri sera andata in scena all’Ariston di Sanremo, sembra che il Fanta-Sanremo sia un fenomeno al quale si cominci a dare sempre più importanza (l’artista vestito tutto di nero porta punti alle squadre).

Seconda turnazione per metà dei cantanti in gara (l’altra metà si esibirà stasera) che hanno riportato i propri brani per un secondo ascolto live. Giudizi più o meno simili a quelli del primo ascolto ma “Top five” finale stravolta nella classifica delle radio – quella vista ieri sera in chiusura di puntata – con un inaspettato(?) Geolier a guidare la kermesse davanti ad Irama, Annalisa, Loredana Bertè e Mahmood.

GEOLIER – il rapper campano è sicuramente uno degli artisti più in voga del momento con un grosso seguito alle spalle. La fanbase ancora una volta ha fatto il suo lavoro (Fedez e la Michelin ne sono testimoni in prima persona) rilanciando al primo posto della classifica provvisoria di Sanremo (seconda serata) Geolier che ora – con questo risultato – può dare “fastidio” là in altro. A reggere botta, forse inaspettatamente, la Bertè che dal pubblico ricava un ottimo quarto posto che sommato al primo conquistato durante la prima serata dalla sala stampa rimane in una posizione molto alta nella classifica generale di Sanremo in attesa dei risultati di questa sera.

La scena, però, su tutti è stata conquistata da una divertente Giorgia ed un graditissimo ritorno sul palco di Giovanni Allevi (intervento che ha commosso tutti e apprezzato particolarmente dal frontman dei “The Kolors” che a fine esibizione ha voluto ringraziare apertamente il compositore di Ascoli Piceno: «Da essere umano mi sento di ringraziare il maestro Giovanni Allevi per l’immensa lezione che ci ha dato»).

ALLEVI – «All’improvviso mi è crollato tutto. Nell’ultimo concerto a Vienna il dolore alla schiena era talmente forte che sull’applauso finale non riuscivo ad alzarmi dallo sgabello e non sapevo ancora di essere malato. Poi è arrivata la diagnosi: pesantissima. Ho guardato il soffitto con la sensazione di avere la febbre a 39 per un anno consecutivo. Ho perso molto, il mio lavoro, i miei capelli, le mie certezze. Ma non la speranza e la voglia di immaginare. Era come se il dolore mi porgesse anche degli inaspettati doni. Quali? Vi faccio un esempio, non molto tempo fa durante un concerto in un teatro pieno ho notato una poltrona vuota. Mi sono sentito mancare. Eppure quando ero agli inizi ho fatto concerti davanti a 20 o 30 persone ed ero felicissimo. Oggi dopo la malattia non so cosa darei per suonare davanti a 15 persone. Quando tutto crolla il giudizio che riceviamo dall’esterno non conta più: io sono quel che sono, noi siamo quel che siamo. Non potendo contare più sul mio corpo, suonerò con la mia anima».

JOHN TRAVOLTA – Bocciato sui social, invece, il siparietto (simpatico, n.d.r.) che ha visto protagonista, fuori dal Teatro Ariston di Sanremo, l’attore americano coinvolto in un balletto sulle note del “ballo del qua qua“. Poco apprezzato dal pubblico e – probabilmente – anche da Travolta stesso considerata l’espressione spaesata mantenuta per tutta la durata dello sketch oltre al fatto di non aver voluto firmare la liberatoria per l’utilizzo di quelle immagini, nonostante fosse a conoscenza delle intenzioni di Fiorello ed Amadeus. Evidentemente deve aver cambiato idea.

Nel post Sanremo lo stesso Fiorello ci scherza su: «Abbiamo fatto una delle gag più terrificanti della storia».

Anche Amadeus commenta in conferenza stampa: «Mi sono divertito tantissimo, Travolta era stato avvisato di tutto e mai costretto a fare delle cose. Tutto quello che è accaduto è stato condiviso, nessuna sorpresa e nessun tranello: si fa da sempre. Fiorello è il più grande showman italiano, fa parte dell’ironia far fare a persone cose che non penserebbero mai. Ricordiamoci che già un’altra volta andò da Fiorello un po’ di anni ta a fare il Delfino, per terra. Lo fa Jimmy Fallon negli Stati Uniti, dove magari, che ti posso dire, i Rolling Stones si vestono da suora. Cioè, è una cosa che chiaramente possono fare solo poche persone, io conosco in Italia Fiorello, in America Jimmy Fallon. Nel momento in cui questa gag viene realizzata, fatta in parte a teatro e in parte fuori, poi magari sul momento può esserci che un’espressione di John Travolta, in quel momento che cambia idea o non gradisce avere il cappellino o rimane un po’ stupito, fa parte chiaramente di una gag che magari pensavamo che lui accettasse come sembrava all’inizio con serenità e che poi magari sul momento non ha più gradito o comunque non ha avuto l’espressione adeguata, ma non lo trovo un problema, come dire, del festival di Sanremo. È una cosa che pensavamo potesse funzionare. Ma, ripeto, nessun tranello si è sempre fatto e Travolta sapeva tutto quanto».