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Medici calabresi costretti a lasciare la propria terra. Lettera aperta ad Occhiuto

Riceviamo e pubblichiamo.

LETTERA APERTA

 

Esimio presidente Occhiuto,

Le rivolgo un’ interpellanza da semplice cittadina molto rammaricata e quale porta voce di innumerevoli lagnanze di altri conterranei riguardo l’inopportuna situazione che si sta verificando in Calabria con l’assunzione di medici provenienti da altro continente.
Essi non vengono nella nostra Regione solo per occupare posti in strutture periferiche del territorio che risultano carenti di personale medico ma anche in ospedali di grosse dimensioni , quali Catanzaro, Cosenza, Reggio ambiti da specializzati locali che, in mancanza di disponibilità in essi proprio a causa del reclutamento di questi, sono costretti a partecipare a concorsi in nosocomi del nord!

Sono madre di uno specializzato molto apprezzato negli ospedali di tutta Italia nei quali ha svolto la sua formazione nei lunghi e impegnativi sei anni previsti per acquisire una specialistica (oltre i sei per conseguire la laurea !)e che ora , giunto al termine del percorso con lodi sulla professionalità posseduta da parte di ragguardevoli professori , si trova costretto ad abbandonare la sua terra per prendere posto al nord, svuotando e impoverendo sempre più una regione che vuole e deve ricevere nutrimento dalle menti eccelse delle sue creature!
Potrei dunque gentilmente ricevere da Lei spiegazioni a riguardo ed eventualmente chiederle di mettere fine a questo posizionamento indiscriminato di medici cubani anche in sedi che, dopo aver sostenuto e superato l’ennesimo esame concorsuale , medici “figli di Calabria” ambirebbero ad occupare con soddisfazione e orgoglio?
Grazie per l’attenzione che vorrà rivolgermi.

Renderò naturalmente nota la sua cortese risposta attraverso lo stesso canale social per condividerla con quanti calabresi come me hanno a cuore lo sviluppo della propria terra d’origine!