Un nuovo allarme si leva sulla gestione delle emergenze sanitarie sul territorio.
Ieri mattina, una bambina è stata colpita da un malore a scuola e ha dovuto attendere ben un’ora prima di ricevere le cure necessarie. Un ritardo inaccettabile che mette in luce le criticità del sistema 118 e solleva forti preoccupazioni sulla sicurezza dei cittadini.
La cronaca dei fatti
La chiamata al numero unico per le emergenze è arrivata alle 12:36, ma l’ambulanza della postazione di Castrovillari era già impegnata in un altro intervento, mentre quella di Cassano era occupata in un trasferimento.
A intervenire è stata quindi l’ambulanza di Lungro, che ha raggiunto la scuola alle 13:20. La piccola, dopo essere stata stabilizzata sul posto, è stata trasportata in ospedale, dove è arrivata alle 13:35.
Tempi di attesa ben oltre la norma
Questi tempi di intervento, oltre un’ora dalla chiamata iniziale, sono ben al di sopra dei 21 minuti previsti dalle normative per gli interventi di emergenza. Un ritardo che, in casi come questi, può fare la differenza tra la vita e la morte.
Le cause del disservizio
Le cause di questa grave carenza sembrano essere molteplici: la mancanza di ambulanze disponibili sul territorio, il sovraccarico delle postazioni e, più in generale, una carente organizzazione del servizio di emergenza-urgenza.
Le conseguenze
Questo episodio, purtroppo non isolato, evidenzia come il sistema 118 sia spesso al collasso, con conseguenze potenzialmente drammatiche per i cittadini. L’attesa prolungata dei soccorsi può aggravare le condizioni di pazienti in situazioni critiche e mettere a rischio la loro vita.
Le richieste dei cittadini
È urgente, quindi, rivedere l’organizzazione del servizio di emergenza-urgenza, potenziando le risorse disponibili e garantendo tempi di intervento più rapidi e certi. I cittadini chiedono risposte concrete e soluzioni immediate per evitare che episodi come questo si ripetano.



