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Cosenza: emergenza sociale e sanitaria, il grido d’allarme di Belmonte

Lettera aperta del Presidente della ‘Associazione Giorgio La Pira’ di Cosenza 

Un appello alla città di Cosenza

Lettera aperta da parte del dottor Antonio Belmonte, presidente dell’Associazione ‘Giorgio La Pira’ di Cosenza e direttore dell’Osservatorio sulle Nuove Povertà della Calabria:

“La situazione sociale e sanitaria della città di Cosenza è veramente al collasso! Per non dire, al limite della rivolta e contestazione sociale. Da diversi mesi ricevo quotidianamente richieste telefoniche di aiuto ed assistenza non solo sul piano dei generi di prima necessità, ma anche sul piano dell’assistenza sanitaria, in quanto persone bisognose incontrano ogni giorno una serie di difficoltà per accedere ai servizi primari della sanità pubblica, in primis al pronto soccorso ospedaliero cosentino.”

Le difficoltà della popolazione

“Pur apprezzando gli sforzi, anche notevoli, del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto nel razionalizzare ed organizzare al meglio l’assistenza sanitaria regionale, registro purtroppo lacune ed inefficienze che riguardano soprattutto le fasce deboli della popolazione, specie di anziani e categorie in difficoltà anche sul piano economico. C’è urgenza di avviare a soluzione una situazione che, in alcuni casi, è veramente drammatica. Occorre un piano concreto, oltre le dichiarazioni di buona volontà, per venire incontro ad esigenze e bisogni che vanno assolutamente tutelati.”

L’impegno del volontariato

“Il volontariato religioso e non, organizzato con diverse associazioni, è costantemente in prima fila nella nostra città e nel circondario cosentino, ma da solo non è sufficiente in quanto le richieste di aiuto sono molteplici e diverse. Occorrono, infatti, medici e personale, anche infermieristico, per venire incontro a situazioni di vera emergenza sanitaria, che dev’essere affrontata con impegno e determinazione non più rinviabili.”

La situazione di emergenza

“Posso affermare, senza timore di essere smentito, che la situazione descritta, seppur sommariamente, corrisponde alla vera realtà fatta di una grave emergenza sociale che incide, con effetti negativi, sulla qualità della vita di persone sole, prive, anche sul piano familiare, di supporti e riferimenti di sostegno. L’impegno dev’essere assunto quasi come una mobilitazione, per fronteggiare problematiche con sensibilità nuove, ma anche con concreta volontà.”

La chiamata all’azione

“La Chiesa cosentina, con le sue diverse articolazioni, è fortemente impegnata, ma l’impegno, ribadisco, dev’essere più organico, ovvero con istituzioni pubbliche, enti locali, sindacati, collaborati dei settori no-profit laico e religioso, finalizzato a porre le condizioni, almeno in partenza, per pianificare e programmare una complessiva azione di riequilibrio sociale che, iniziando dal comparto sanitario, possa essere finalizzata alla tutela dei cittadini bisognosi di aiuto e sostegno.”