La tragica domenica del 25 agosto 2024 ha segnato la fine della vita di Ilaria Mirabelli. Dopo mesi di indagini, è stata avanzata la richiesta di arresto del compagno della donna, Mario Molinari, per omicidio stradale.
Il giorno dell’incidente
Quel giorno, Ilaria Mirabelli, 39 anni, e Mario Molinari, 52 anni, avevano pranzato a Lorica. Durante il viaggio di ritorno a bordo di una Volkswagen Cross Up, l’incidente avvenne: l’auto urtò una recinzione metallica, sbandò per 47 metri e poi si capovolse. In questo frangente, lo sportello anteriore destro si aprì e Ilaria fu scaraventata fuori dall’abitacolo, rimanendo schiacciata. La donna morì immediatamente a causa di un devastante trauma toracico.
Indagini e risultati
Mario Molinari riportò solo lievi ferite, giudicate guaribili in tre giorni dai sanitari del pronto soccorso di San Giovanni in Fiore. L’uomo venne sottoposto a controlli clinici che rivelarono un tasso alcolemico di 1,13 g/l e positività alla cocaina e ai cannabinoidi. Le indagini iniziarono subito dopo. Molinari dichiarò che al volante ci fosse Ilaria Mirabelli, ma la madre e la sorella della vittima non credettero a questa versione e incaricarono l’avvocato Guido Siciliano di rappresentarle.
Perizie e conclusioni
I pm Donatella Donato e Mariangela Farro disposero l’autopsia e una perizia tecnica sull’auto, affidata al consulente Fausto Carelli Basile. Le prove dimostrarono che le misure del sedile, della pedaliera e del volante al momento dell’incidente corrispondevano a quelle di Mario Molinari e non a quelle di Ilaria. Si concluse quindi che Molinari fosse al volante e che avesse perso il controllo dell’auto nel tentativo di evitare un veicolo che procedeva in senso opposto.
Richiesta di arresto
Mario Molinari, durante l’interrogatorio, continuò a sostenere che Ilaria fosse alla guida, ma la versione non coincideva con i risultati della consulenza. Da qui è nata la richiesta di arresto per omicidio stradale. L’indagato è comparso ieri mattina davanti al Gip per rendere dichiarazioni, mentre le congiunte della vittima e l’ex marito sono pronti a costituirsi parte civile.



