Dalle Alpi agli Appennini, la neve è sempre meno. Il campanello d’allarme arriva dal numero degli impianti sciistici dismessi e dall’aumento dei bacini di innevamento artificiale. Secondo il nuovo dossier Nevediversa 2025 di Legambiente, in Italia sono 265 le strutture sciistiche non più funzionanti, un dato raddoppiato rispetto al 2020.
Le regioni più colpite
Piemonte, Lombardia, Abruzzo e Veneto sono le regioni con il maggior numero di impianti dismessi. La crisi climatica, con la diminuzione delle nevicate e l’aumento delle temperature, sta mettendo a dura prova il turismo invernale, che diventa sempre più costoso e insostenibile.
Innevamento artificiale in aumento
Per sopperire alla mancanza di neve naturale, in Italia aumentano i bacini di innevamento artificiale. Ad oggi ne sono stati mappati 165, con il Trentino-Alto Adige che detiene il primato.
Impianti abbandonati e “accanimento terapeutico”
Il dossier di Legambiente denuncia anche la presenza di impianti abbandonati, come la bidonvia di Pian dei Fiacconi sulla Marmolada, e di strutture sottoposte ad “accanimento terapeutico”, ovvero mantenute in funzione a fatica.
La situazione in Calabria
In Calabria, il dossier segnala diversi impianti dismessi, come quelli di “La Pagliara” a Celico e di località Ciricilla a Taverna, e altri temporaneamente chiusi, come quello di Gambarie d’Aspromonte. Gli impianti di Camigliatello Silano, Lorica e Palumbosila sono invece aperti a singhiozzo, a causa delle condizioni climatiche.
Un esempio positivo: Camminasila
In Calabria, l’associazione Camminasila si distingue per la promozione di un turismo eco-sostenibile, con attività che valorizzano il territorio silano in estate e in inverno.
Verso un turismo montano sostenibile
Il dossier Nevediversa 2025 lancia un appello per ripensare il modello di turismo montano, puntando su attività sostenibili e rispettose dell’ambiente.



