Ennesimo colpo di scena nel lungo tira e molla tra le istituzioni locali e il Commissario per la bonifica del Sin di Crotone.
Dopo l’ordinanza di quest’ultimo che imponeva ad Eni l’inizio dei lavori con contestuale trasferimento dei rifiuti pericolosi nella discarica Sovreco di Crotone, la politica regionale e non solo si è mobilitata.
Ed ora Regione Calabria e Comune di Crotone ricorrono al Tar Calabria al quale chiedono di annullare, previa sospensione dell’efficacia, l’ordinanza del commissario straordinario.
Eni ha annunciato per lunedì 14 aprile l’avvio dei lavori
A seguito dell’ordinanza di Errigo, Eni rewind ha annunciato che avvierà i lavori il prossimo 14 aprile. Per questo Regione e Comune di Crotone si sono affrettati a chiedere l’intervento del Tar per fermare la procedura. “Tale atteggiamento prevaricatorio – si legge nel ricorso della regione Calabria – con cui si pretende di smaltire i rifiuti pericolosi in assoluta violazione del vincolo imposto con il Paur regionale, impone l’adozione di una misura cautelare con provvedimento monocratico”.
In particolare, sia Comune che Regione contestano l’incompetenza del commissario nella gestione della bonifica: “La normativa speciale – è scritto nei motivi aggiuntivi del Comune – prevede la possibilità di nomina del commissario di governo al solo ed unico fine di impiegare proficuamente le risorse di cui alla sentenza del Tribunale di Milano del 28.02.2012 (ammontanti ad oltre 70 milioni di euro) per le attività di riparazione del danno ambientale”.
Per la Regione, inoltre, “al commissario sono attribuiti generici poteri di impulso volti all’accelerazione, coordinamento e promozione degli interventi di bonifica e della riparazione del danno ambientale, ma non poteri di ordinanza in relazione alla materiale effettuazione delle attività di bonifica, né poteri sostitutivi di funzioni ministeriali in relazione alle funzioni di bonifica”.
Violazione del principio di collaborazione tra enti
Tra i motivi di ricorso anche quelli della violazione del principio di collaborazione tra enti e quello di eccesso di potere per sviamento: “La gravità dell’inquinamento ambientale riscontrato a supporto delle sue tesi per smaltire urgentemente i rifiuti a Crotone – puntualizza il ricorso della regione – si presenta come un’ulteriore passaggio motivazionale irrilevante e solo paradossale. I rifiuti pericolosi vanno infatti smaltiti altrove, lontano da Crotone, proprio per le ragioni di tutela della salute e di diminuzione degli agenti inquinanti”.



